La Guardia di finanza di Bologna ha notificato 23 misure cautelari tra Emilia-Romagna e Calabria (quattro persone sono finite in carcere, tre agli arresti domiciliari, altre 16 dovranno sottostare a obblighi di dimora) e ha effettuato sequestri patrimoniali per oltre 27 milioni di euro a persone ritenute vicine alle cosche di ‘ndrangheta dei Piromalli di Gioia Tauro e dei Mancuso di Limbadi: sono indagate a vario titolo per associazione a delinquere, bancarotta fraudolenta, estorsioni, violenza e minacce.
#GDF #Bologna #SCICO sequestrato un patrimonio da 30 milioni di euro a carico di soggetti, affiliati alla ‘ndrangheta, indagati per bancarotta fraudolenta, estorsioni, violenza e minacce. Eseguite 23 misure cautelari personali tra Emilia-Romagna e Calabria.#NoiconVoi pic.twitter.com/uEc66Fm4zX
— Guardia di Finanza (@GDF) October 26, 2022
L’operazione “Radici”, scattata in seguito a una segnalazione del sindaco di Cesenatico su alcune operazioni sospette, ruota attorno a una serie di investimenti illeciti, molti dei quali concretizzatisi in piena pandemia, soprattutto in Romagna (tra le province di Ravenna e di Forlì-Cesena): negozi, bar e società nel campo dell’edilizia, della ristorazione e dell’industria dolciaria.
I finanzieri bolognesi hanno ricostruito un vorticoso giro di aperture e chiusure di imprese formalmente intestate a prestanome le quali, secondo l’accusa, sarebbero state utilizzate come strumento per riciclare i soldi in arrivo dalla Calabria.
Tra le persone arrestate e finite in carcere c’è anche Francesco Patamia, 34 anni, candidato alla Camera alle ultime elezioni politiche nel collegio di Piacenza con la lista di centrodestra “Noi moderati” di Maurizio Lupi: secondo gli investigatori sarebbe stato l’amministratore di fatto di una delle società coinvolte nell’inchiesta, che complessivamente ha portato a iscrivere nel registro degli indagati 34 persone. La procura di Bologna contesta a Patamia, in un caso di estorsione, anche l’aggravante mafiosa, “per aver agito mediante l’uso della forza intimidatrice, di assoggettamento e di omertà”.






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Ma è Vannacci o Alberto Sordi nei panni di Nando Mericoni?
Grande! Evviva l'a sè sore al cerchiobottismo!
...zzo! In effetti si sentiva il bisogno di una forza centrorifromistanèdidestranèdisinistra dalle radici democristianucole ma anche laiche però non troppo e che guardi alle reali