Covid. Weekend centri commerciali, Bonaccini: “Pronto a intervenire”. E sulle proteste: “Fuori i violenti dalle piazze”

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Accedere ai fondi del Mes, per potenziare ulteriormente la sanità regionale, e sostegno all’economia e agli operatori a ristoro delle nuove misure restrittive. E’ questa la ricetta illustrata mercoledì dal Presidente della Regione Stefano Bonaccini nel corso di un’informativa in Assemblea legislativa.

Il presidente taglia sul nascere le polemiche sul tema “centri commerciali nel fine settimana”: “Come Regioni avevamo chiesto al governo di intervenire, non è stato fatto e sono personalmente pronto a intervenire se a chiederlo è il territorio”, spiega Bonaccini riferendosi alla necessità di evitare il fenomeno dei “frontalieri” lombardi che, avendo la Regione Lombardia chiuso i supermercati nel week end, potrebbero “attraversare il Po” e ingolfare i centri commerciali emiliani, in particolare nella provincia di Piacenza.

Salute e economia, dunque, le priorità del governatore dell’Emilia-Romagna. “Serve una netta risposta sanitaria per salvare vite umane, ma al contempo servono anche risposte sul versante economico per evitare che a una pandemia sanitaria non se ne aggiunga un’altra sociale: bisogna potenziare tracciamento, screening e distanziamento sociale e allo stesso tempo sostegno a imprese e lavoro, con particolare riguardo per la parte più fragile della popolazione. Ritengo fondamentale la collaborazione tra Istituzioni, tra parti sociali e tra forze politiche”, spiega Bonaccini che sottolinea come a livello internazionale i Paesi che non avevano adottato misure severe come quelle italiane della scorsa primavera si trovino a fronteggiare una pandemia con numeri peggiori della nostra.

“L’Europa ha fatto scelte importanti: ci sono risorse ingenti il cui unico limite è il tempo: a noi servono risorse subito, in primo luogo per la sanità, dato che i nostri progetti li abbiamo già pronti”, sottolinea il presidente che, rivolgendosi al governo Conte, ribadisce la necessità di accedere alle misure del Mes. “I soldi ci sono, se qualcuno ha idee diverse e migliori ce le dica, di dibattiti astratti non ne abbiamo bisogno”, taglia corto Bonaccini, che cita i numeri del virus lungo la via Emilia: “anche se abbiamo numeri migliori rispetto al resto d’Italia, occorre avere prudenza perché in poche settimane è aumentato di molto il numero delle persone ricoverate in terapia intensiva”.

Il Presidente ha sottolineato l’impegno della Regione per uno screening di massa costituito da test gratuiti per la scuola e due milioni di test rapidi per scuole, luoghi di lavoro e residenze per gli anziani, al fine di testare ospiti e parenti in modo da garantire visite in sicurezza.

Quando si passa al capitolo “orari e chiusure di bar e ristoranti”, Bonaccini sottolinea come le Regioni avessero chiesto provvedimenti differenti da quelli contenuti nel Dpcm dei giorni scorsi. “Va bene, invece, che siano stati approvati provvedimenti di ristoro per le aziende costrette a stare chiuse, ma -ammonisce il presidente della Giunta- è importante il fattore tempo: bisogna che i fondi arrivino presto a chi ne ha diritto”.

E proprio il quadro economico è quello che preoccupa di più, con le tensioni sociali di questi giorni. “Ascolto rimostranze legittime, ma voglio essere chiaro: solidarietà alle forze dell’ordine e massima condanna della violenza, fuori i violenti dalle piazze”, taglia corto il presidente della Regione che proprio per dare risposte all’allarme del settore imprenditoriale riferisce come la Regione abbia deciso di destinare 10milioni di euro per sostenere operatori economici a ristoro delle nuove misure restrittive, e quindi bar, ristoranti, palestre, associazioni sportive, luoghi della cultura e del divertimento. Misure che verranno decise insieme agli Enti locali e alle categorie socio-economiche.

Le comunicazioni del Presidente hanno infiammato il dibattito fra le forze politiche, con il centrodestra molto critico e la maggioranza, invece, nettamente schierata a sostegno della Giunta.

“Ci siamo fatti trovare impreparati, si è giocato con i banchi a rotelle e non siamo pronti per la sanità”, spiega Matteo Rancan (Lega) che accusa il governo di non aver ascoltato le Regioni e di aver adottato norme sbagliate su orari delle attività produttive. “Non possiamo permetterci di chiudere degli ospedali per convertirli solo alla cura del Covid, bisogna curare i malati di Covid e chi è affetto da altre patologie”, spiega l’esponente del Carroccio che attacca il governo sulle chiusure dei locali: “Conte è nemico degli italiani, Bonaccini lo convinca a cambiare le norme: dobbiamo emettere Titoli di Stato per reperire soldi per le aziende”.

Silvia Piccinini (Movimento 5 Stelle) ha difeso le scelte del governo Conte, mettendo in guardia dal rischio di una rapida diffusione del virus e di una crisi di tenuta del sistema sanitario. “Il virus cresce in maniera esponenziale, ma si poco per il tracciamento, se pensiamo che nella sola provincia di Bologna ci sono solo 19 persone che lo fanno”, spiega la pentastellata, che ha criticato Rancan per aver partecipato ad alcune manifestazioni antigovernative: “Dalla Lega nessuno può dare lezioni, pensiamo a come la Lombardia sta gestendo il virus…”, spiega.

Chi invece, apprezzando la relazione di Bonaccini, ha duramente criticato il presidente del Consiglio Conte è Marco Lisei (Fdi): “E’ grave che non abbia ascoltato le Regioni. Il governo non ha ascoltato nessuno: i presidenti di Regione hanno un polso più diretto di quello che succede nei loro territori e il governo sbaglia nel dire che le Regioni possono adottare solo misure restrittive rispetto a quelle nazionali”, spiega il consigliere, che attacca: “Ci ritroviamo di nuovo disarmati davanti al Coronavirus, con uno Stato nazionale che ci chiede nuovi sacrifici: noi dobbiamo concentrarci sulle persone più deboli e più fragili a partire dagli anziani”. Sulla stessa linea Valentina Castaldini (Fi): “Il Governo sta facendo una lenta marcia verso il lockdown? Se è così lo dica perché siamo cittadini e non sudditi e vogliamo sapere i motivi scientifici per i quali si fa questa scelta. Perché Conte non ascolta le Regioni?”.

Marco Mastacchi (Rete Civica) ha invitato Bonaccini ad ascoltare i territori quando si parlerà di rafforzare la sanità di prossimità. “Ci sono stati comportamenti incoerenti, quello che è avvenuto nella scuola ne è la conferma”, spiega, chiedendo a Bonaccini di chiudere i centri commerciali nel fine settimana per evitare assembramenti.

“La situazione è chiara, purtroppo, in Emilia-Romagna abbiamo 150 positivi ogni 100 mila abitanti (la soglia di sicurezza è di 50 casi ogni 100 mila abitanti), in altre regioni va anche peggio”, ha dichiarato Igor Taruffi (ER Coraggiosa), che ha poi rilevato un netto aumento delle persone in terapia intensiva, “sette volte di più rispetto a fine settembre, nello stesso arco di tempo i morti sono passati da 24 a 221”. Con questi numeri, ha aggiunto, “il rischio è quello di ritornare alla situazione di marzo e aprile”. Ha poi spiegato che i provvedimenti governativi sono stati adottati per contenere i numeri: “Sono provvedimenti indispensabili, dobbiamo però farci carico dei disagi, sostenendo le categorie più colpite, il governo nazionale sta già lavorando su questo”. Il consigliere si è poi rivolto ai colleghi che in Assemblea hanno criticato il lavoro del governo: “Che cosa si sarebbe dovuto fare? Invece di criticare servono soluzioni”.

Per Giulia Pigoni (lista Bonaccini) “l’ultimo provvedimento nazionale appare contraddittorio e poco efficace, in quanto non si è tenuto conto dei pareri delle amministrazioni regionali”. Ha poi spiegato che “con questa pandemia le diseguaglianze si sono acuite, questa forbice va ridotta il prima possibile, e le nuove limitazioni colpiscono attività che erano già allo stremo: bisogna sostenere chi ha bisogno, anche con contributi a fondo perduto”. Per la consigliera “è sbagliato imporre gli stessi provvedimenti ovunque, senza tenere conto delle differenze tra territorio e territorio”. È invece fondamentale, ha concluso, “la responsabilità dei singoli, dobbiamo essere uniti, come ha chiesto anche il presidente Mattarella”.

“L’emergenza sanitario sta crescendo, non solo in Italia: a Parigi è attivo il coprifuoco nelle ore notturne, in Germania stanno pensando a nuove restrizioni”, ha rimarcato Silvia Zamboni (Europa verde). Dobbiamo tenere conto, ha aggiunto, “dei comportamenti delle persone, è importante la responsabilità individuale, bisogna continuare con la comunicazione su questi temi”. E poi, ha sottolineato la consigliera, “dobbiamo trovare le risorse per fare fronte alle ricadute economiche dovute alle restrizioni, questa deve essere una priorità, se vogliamo mettere la salute davanti a tutto”. L’Emilia-Romagna, ha concluso, “sta dando risposte, a partire dai test gratuiti”.

Per Marcella Zappaterra (Pd) “il momento è davvero difficile, per certi versi drammatico, non serve il chiacchiericcio diffuso, non serve che ognuno proponga una ricetta sul da farsi, spesso senza avere adeguate competenze, così aumenta la confusione nelle persone”. Serve invece, ha aggiunto, “un forte spirito di collaborazione, inutile cercare capri espiatori, serve più equilibrio, a partire dai leader politici nazionali, c’è chi critica i provvedimenti del governo nazionale e poi non dice nulla sul coprifuoco di Fontana, bisogna invece tenere conto del contesto generale”. Le nuove misure, ha concluso la capogruppo dem, “segnalano lo stato di emergenza in cui siamo, l’Emilia-Romagna ha lavorato bene, meglio delle altre Regioni, nonostante questo gli ospedali si stanno affollando e dobbiamo evitare che il sistema vada in crisi”.

L’Assemblea ha approvato un ordine del giorno della maggioranza a sostegno dell’azione della Regione e di richiesta di proseguire le attività dell’amministrazione regionale, mentre è stato respinto un ordine del giorno del centrodestra – votato anche da Giulia Gibertoni (Misto) – che invita il presidente della Regione a intervenire sul governo al fine di modificare i recenti Dpsm approvati.



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