Nei pressi della stazione ferroviaria di Bologna Centrale sono in corso gli accertamenti sui cavi tranciati che nella mattinata di sabato 7 febbraio hanno causato una serie di sospensioni e rallentamenti della circolazione in corrispondenza del nodo emiliano.
Il danneggiamento, secondo i primi riscontri, non sarebbe riconducibile a un guasto accidentale. Sul posto, oltre alla Polizia ferroviaria (Polfer), è arrivata anche la Digos: tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti c’è dunque anche – soprattutto – quella di un gesto deliberato; un sabotaggio la cui matrice, secondo le indiscrezioni, sarebbe da ricercare nel mondo anarchico-antagonista.
A supporto di questa pista c’è anche il fatto che l’episodio bolognese non è stato un caso isolato. Sono tre, infatti, i danneggiamenti di probabile natura dolosa registrati sulle linee ferroviarie italiane in concomitanza con l’inaugurazione dei Giochi olimpici invernali di Milano Cortina 2026, che hanno preso ufficialmente il via nella serata di venerdì 6 febbraio con la cerimonia di apertura: sulla linea ordinaria Bologna-Padova è stato trovato e rimosso un ordigno rudimentale posizionato su uno scambio, mentre sulla linea Bologna-Ancona, all’altezza di Pesaro, una cabina elettrica è stata interessata da un incendio.
Non è escluso, dunque, che si tratti di un atto dimostrativo coordinato di protesta contro l’avvio delle Olimpiadi, sul modello di quanto avvenne in Francia due anni fa in occasione delle Olimpiadi estive di Parigi 2024.
Pesanti, in ogni caso, le ripercussioni sul traffico ferroviario: i treni ad alta velocità, Intercity e regionali hanno fatto registrare ritardi in alcuni casi anche superiori ai 90 minuti. Al momento la circolazione attorno al nodo di Bologna è ancora fortemente rallentata, anche se nel frattempo la stazione sotterranea dell’alta velocità, chiusa temporaneamente in mattinata, è stata parzialmente riaperta.






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