Castelnovo Monti. Abusi sessuali sulla figlia, scattano divieto di avvicinamento e braccialetto

carabinieri denuncia maltrattamenti abusi – CC

È diventata definitiva la misura cautelare – il divieto di avvicinamento alla vittima – nei confronti di un uomo di 60 anni di Castelnovo ne’ Monti, accusato di abusi sessuali aggravati ai danni della figlia: l’ordinanza emessa dal Tribunale del riesame di Bologna, infatti, è ora pienamente esecutiva dopo che lo scorso 19 marzo la Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dalla difesa dell’uomo.

Il provvedimento segna un netto cambio di rotta rispetto a quanto stabilito in precedenza. In prima battuta, infatti, il Tribunale di Reggio Emilia aveva rigettato la richiesta di protezione cautelare avanzata dalla Procura emiliana, non ravvisando un pericolo concreto, nonostante le denunce della vittima.

Accogliendo il ricorso della Procura reggiana, diretta dal procuratore Calogero Gaetano Paci, i giudici bolognesi hanno riformato totalmente quella prima decisione, definendo “necessari e urgenti” i divieti a carico dell’imputato. Secondo i magistrati del Riesame, i recenti tentativi dell’uomo di avvicinare la figlia nei pressi delle fermate dell’autobus o di contattarla con “modalità seduttive” e offerte di soldi, proprio mentre il processo sta per entrare nel vivo, non possono essere considerati gesti innocenti; al contrario, il Tribunale del riesame ha ravvisato il rischio che tali comportamenti possano inquinare le prove o portare alla reiterazione degli abusi, approfittando della vulnerabilità della giovane donna alla vigilia della sua ormai imminente testimonianza in aula.

Sulla decisione dei giudici bolognesi ha pesato anche il profilo dell’uomo, che già in passato era stato arrestato per abusi sessuali su minorenni e che aveva anche riportato una condanna per analoghi fatti commessi ai danni di un’amica della figlia e della figlia stessa.

Con l’esecutività dell’ordinanza emessa dal Tribunale del riesame di Bologna, per il sessantenne è scattato il divieto di avvicinamento alla persona offesa e ai luoghi abitualmente frequentati da quest’ultima, come la scuola e la casa, con l’obbligo di mantenere una distanza minima di almeno 500 metri.

Per garantire il rispetto di questa misura cautelare, è stata prevista anche l’applicazione di un dispositivo di controllo a distanza, il cosiddetto “braccialetto elettronico”: qualora l’uomo dovesse negare il consenso, la misura a suo carico sarà aggravata con l’obbligo di dimora nel comune di residenza.



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