La Cgil di Reggio Emilia ha respinto con forza “l’accusa, grave e infamante, di aver utilizzato slogan antisemiti” rivolta alla Camera del lavoro da Alessandro Aragona, segretario provinciale reggiano e consigliere regionale di Fratelli d’Italia.
Commentando la decisione della delegazione di insegnanti, educatori ed educatrici proveniente da alcune scuole ebraiche statunitensi di rimandare il previsto viaggio a Reggio, dove dal 12 al 16 ottobre avrebbero dovuto partecipare a un percorso di studio alla scoperta del Reggio Emilia Approach, Aragona aveva detto che “[…] i fatti dicono che mentre Gazza (segretario provinciale del Pd, ndr) distingueva, la Cgil di Reggio e Rec andavano nella direzione opposta con slogan antisemiti e l’accusa di pedagogia militare sionista”.
Un’accusa nettamente contestata dal sindacato: “La Cgil accoglie ogni giorno persone di ogni provenienza, cultura e identità. È un’organizzazione che lotta contro ogni forma di sopruso e discriminazione, per la pace, per i diritti e che rivendica con orgoglio la propria storia antifascista. È al fianco del popolo palestinese e contro il genocidio in atto a Gaza. In Cgil non facciamo differenze tra le persone. Mai”.
L’antisemitismo, chiarisce la Cgil, “è una cosa terribilmente seria. Proprio per questo non può essere utilizzato, alla bisogna, come un’arma politica per delegittimare chi pone domande, chiede trasparenza o solleva dubbi sull’opportunità di determinate scelte politiche. Criticare una scelta, chiedere conto di rapporti e relazioni, pretendere trasparenza non significa mettere in discussione l’identità o la dignità di nessuno. Significa esercitare pienamente il diritto alla critica e al confronto pubblico”.
Per il sindacato, inoltre, “diventa difficile accettare lezioni morali sul terreno delle discriminazioni da parte di chi rappresenta una forza politica che, sul piano storico e politico, non ha ancora fatto fino in fondo i conti con un passato, quello del fascismo e delle sue responsabilità, che resta a dir poco imbarazzante. L’antisemitismo va combattuto sempre, senza ambiguità e senza strumentalizzazioni. È proprio la sua gravità a imporre serietà, rigore e responsabilità nell’utilizzo di questa parola”.






Non ci sono commenti
Partecipa anche tu