I militari del nucleo investigativo dei carabinieri di Reggio, guidati dal maggiore Maurizio Pallante, hanno scoperto che Danish Hasnain – lo zio di Saman Abbas, la diciottenne di origine pakistana scomparsa nella notte tra il 30 aprile e il primo maggio dalla sua casa di Novellara, in provincia di Reggio, dopo aver rifiutato un matrimonio combinato in patria – e Nomanulaq Nomanulaq, il cugino ancora latitante, erano in contatto.
Analizzando i profili falsi sui social network usati dallo stesso Hasnain (arrestato lo scorso 22 settembre dalla polizia francese alla periferia di Parigi) in questi cinque mesi di latitanza, i carabinieri reggiani sono riusciti a raccogliere informazioni utili per determinare la posizione del cugino di Saman Abbas, che è ancora latitante e che si troverebbe anch’egli nella capitale francese.
Nonostante il corpo della giovane non sia mai stato ritrovato, gli inquirenti sono convinti che la ragazza sia stata assassinata da uno o più membri della sua stessa famiglia e che il suo cadavere sia stato successivamente sepolto da qualche parte nella Bassa Reggiana.
Sono cinque, al momento, le persone indagate con l’accusa di omicidio premeditato in concorso, sequestro di persona e occultamento di cadavere. Oltre ad Hasnain, che secondo gli inquirenti sarebbe l’esecutore materiale del delitto, la lista comprende anche i genitori della ragazza (latitanti dopo una fuga in Pakistan e destinatari di un mandato di cattura internazionale) e due cugini della giovane vittima: uno, Nomanulaq, ancora latitante e ricercato in tutta Europa, l’altro invece – Ijaz Ikram – fermato e arrestato a inizio giugno in Francia mentre tentava di raggiungere la Spagna, e attualmente detenuto nel carcere di Reggio.






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