Casello A1 a Prato di Correggio, Mammi rilancia: “Infrastruttura strategica”

A1 casello di Reggio Emilia uscita – GM

A Reggio prosegue il dibattito sull’ipotesi di realizzare un nuovo casello autostradale sull’A1 in località Prato di Correggio, tra gli attuali caselli di Reggio Emilia e Modena Nord, rilanciata a inizio dicembre dalla presidente di Confindustria Reggio Roberta Anceschi.

Per l’assessore regionale all’agricoltura dell’Emilia-Romagna, il reggiano Alessio Mammi, la proposta “è frutto di una riflessione da tempo in essere che trova riscontro anche nella programmazione territoriale della Regione e che coinvolge istituzioni locali, mondo produttivo e rappresentanze economiche e sociali”.

Il territorio reggiano, ricorda Mammi, “rappresenta uno dei motori produttivi più importanti dell’Emilia-Romagna e del Paese: distretti industriali di eccellenza, forte vocazione all’export, filiere integrate e un tessuto imprenditoriale che compete quotidianamente sui mercati internazionali”, motivo per cui “a questa forza economica deve corrispondere un sistema infrastrutturale adeguato, moderno ed efficiente”.

In questo contesto, secondo l’assessore regionale, il nuovo casello a Prato di Correggio costituirebbe “un intervento strategico” perché “migliorerebbe l’accessibilità alle aree produttive, alleggerendo al contempo il carico sugli altri nodi autostradali, riducendo il traffico sulla viabilità ordinaria, con benefici concreti anche in termini di sicurezza stradale e qualità dell’aria. Non si tratta quindi solo di sostenere lo sviluppo economico, ma anche di promuovere una mobilità più ordinata e sostenibile”.

La Regione Emilia-Romagna, peraltro, ha già previsto questa ipotesi nel Piano regionale integrato dei trasporti 2025, che individua proprio nell’area compresa tra Gavassa e Prato di Correggio un ambito di possibile intervento, tra gli altri individuati a livello regionale.


“Mi unisco pertanto alle istituzioni che in questi mesi hanno sostenuto questa proposta”, e cioè la Provincia di Reggio e i Comuni di Reggio, Correggio e San Martino in Rio, “perché questa visione unitaria dimostra la serietà e l’importanza della richiesta”.

La recente bocciatura in Parlamento dell’ordine del giorno che chiedeva di avviare uno studio di fattibilità, per Mammi, “lascia aperti interrogativi anche politici: perché rifiutare a priori la possibilità di iniziare a valutare tecnicamente un’opera ritenuta strategica da un intero territorio e dalle sue comunità?”.



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