Caro energia, Fiorini (Lega) contro il “signor no” Bonelli (Verdi): “È un freno a mano per lo sviluppo dell’Italia”

Benedetta Fiorini Lega white

Gli appelli quotidiani lanciati dalle associazioni di categoria del territorio e italiane “devono ricevere risposte straordinarie con interventi immediati e strutturali validi per tutto il Paese”: parola di Benedetta Fiorini, deputata emiliana della Lega, secondo la quale il problema legato all’aumento vertiginoso dei costi energetici “si può e si deve affrontare a più livelli: immediatamente e a medio termine”.

“Noi come Lega – ha spiegato la parlamentare reggiana, che è stata ricandidata alle elezioni del 25 settembre – siamo stati i primi a denunciare questa emergenza che oggi sta diventando insostenibile. Peccato che mentre noi elaboriamo ricette e soluzioni per aiutare famiglie e imprese, la sinistra continua ostinatamente a dimenticare i problemi dei cittadini e pensa solo a come alzare le tasse. Come se non ce ne fossero già abbastanza”.

“Voglio ricordare che il Pd e quelli di sinistra nel collegio uninominale che comprende anche Imola hanno candidato Angelo Bonelli, di Roma e dei Verdi, meglio conosciuto per essere il “signor no-a-tutto”, ha attaccato Fiorini: “Bonelli e quella sinistra rappresentano un freno a mano per lo sviluppo dell’Italia, che oggi si ritrova in questa situazione anche perché troppo a lungo ostaggio di una politica ideologica e assurda e scollegata dalla realtà di cui certamente oggi più che mai non abbiamo bisogno”.

“Le ricette della Lega e del centrodestra sono chiare: utilizzare l’extra gettito Iva, tassare gli extra profitti, estendere il credito di imposta con un incremento dell’aliquota. Attuare uno scostamento di bilancio per recuperare 30 miliardi ed evitare che tra qualche mese lo Stato si ritrovi a pagare il doppio o il triplo per gestire le difficoltà delle imprese (anche quelle oggi perfettamente sane) e i conseguenti problemi sociali che ne deriverebbero”.

Il riferimento, ha chiarito la deputata leghista, “è ad esempio ai nostri produttori di prodotti tipici come il Parmigiano Reggiano, agli agricoltori e a tutti gli esercizi commerciali che lavorano e che probabilmente saranno costretti a chiudere se non interveniamo, perché le bollette energetiche e il costo delle materie prime sono insostenibili. Poi aspettiamo l’approvazione di un price cap a livello europeo a cui speriamo di arrivare il prima possibile. Ma a sinistra hanno capito che se non si interviene subito il commercio, così come le micro e le piccole imprese sane, il turismo e l’horeca non avranno altra alternativa alla chiusura mettendo a rischio la tenuta sociale?”.



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