Nei giorni scorsi il Questore di Reggio Emilia Carmine Soriente ha firmato cinque misure preventive di divieto di accesso alle manifestazioni sportive (il cosiddetto “Daspo”) a carico di quattro tifosi del Padova e di un tifoso del Parma.
I provvedimenti amministrativi sono stati adottati dopo quanto accaduto al Mapei Stadium – Città del tricolore di Reggio il 13 dicembre scorso durante la partita di calcio di Serie B tra Reggiana e Padova e il 3 gennaio scorso in occasione del match di Serie A tra Sassuolo e Parma.
I cinque sono stati anche denunciati per il reato di lancio di materiale pericoloso in occasione di una manifestazione sportiva: per due tifosi padovani, inoltre, si è aggiunta pure l’accusa di danneggiamento aggravato.
Nel corso di Reggiana-Padova, incontro già segnalato come ad alto rischio in considerazione della forte rivalità esistente tra le due tifoserie, nel settore dello stadio occupato dai tifosi patavini erano stati accesi ben sei petardi ad alto potenziale rumoroso (le cosiddette “bombe carta”), che avevano distrutto alcuni seggiolini e avevano provocato anche un principio di incendio, poi immediatamente domato dai vigili del fuoco.
Grazie all’analisi delle immagini del sistema di videosorveglianza dello stadio, gli agenti della Digos di Reggio hanno individuato – e successivamente identificato – i quattro tifosi che avrebbero fatto esplodere, in momenti diversi della partita, le sei “bombe carta” in questione.
Ed è stato sempre grazie al sistema di videosorveglianza che la Digos reggiana è arrivata a scoprire chi fosse l’ultrà parmigiano che a inizio anno, nei primi minuti di Sassuolo-Parma, ha legato con una cordicella e poi calato nel fossato che divide il campo di gioco dal settore ospiti dello stadio un potente petardo, esploso poi con un fortissimo boato.






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