A Bologna proseguono senza sosta i lavori attorno alla torre Garisenda, in pieno centro storico, dopo che nelle scorse settimane è scattato l’allarme a causa delle crescenti preoccupazioni degli esperti sui rischi di crollo.
Dallo scorso 21 ottobre il sindaco Matteo Lepore, in accordo con il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, ha deciso di delimitare l’area attorno alla torre per effettuare nuovi monitoraggi, con la contestuale chiusura di piazza di Porta Ravegnana fino alla conclusione dei lavori di restauro della torre stessa.
Nel frattempo stanno andando avanti gli interventi della multiutility Hera sui sottoservizi in via Zamboni e in via San Vitale, mentre la ditta reggiana Fagioli sta consegnando altri elementi della struttura di contenimento da installare proprio in piazza Ravegnana. Contemporaneamente la società Modena Ingegneria sta procedendo con lo smontaggio dei fittoni e del basamento della statua di San Petronio, in vista dell’avvio dei lavori di smontaggio dei basoli.
La Garisenda, che risale al XII secolo, è una delle due torri-simbolo di Bologna, misura 48 metri e si trova accanto alla più alta torre degli Asinelli, che misura invece 97 metri (e che è anch’essa ad oggi chiusa per precauzione): un punto di riferimento molto amato dai cittadini bolognesi, ma che come la più celebre torre di Pisa è pendente da secoli, perché il terreno sul quale è stata costruita ha ceduto subito dopo la costruzione.






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