Bologna, il massacro del 7 ottobre celebrato in università

corteo Giovani Palestinesi Bologna – FBGPB

Il massacro del 7 ottobre rivendicato come un atto di resistenza. È accaduto mercoledì sera a Bologna, durante l’iniziativa organizzata dai Giovani palestinesi nell’aula Capecchi dell’Università, nel complesso di via Zamboni 32, accessibile anche da via del Guasto. L’appuntamento si è svolto nonostante l’Alma Mater avesse dichiarato di non averlo autorizzato. L’aula era piena. Al megafono, un attivista ha scandito: “Il 7 ottobre non è stato un atto terroristico ma puro e semplice atto di resistenza contro l’occupante sionista”.

Una rivendicazione esplicita dell’attacco compiuto da Hamas e dagli altri gruppi armati contro Israele il 7 ottobre 2023, nel quale furono uccise circa 1.200 persone e circa 250 vennero rapite. La strage colpì famiglie nei kibbutz, giovani al festival musicale Nova, civili e militari. Nel terzo anniversario, mentre la comunità ebraica ricordava le vittime, negli spazi universitari bolognesi quell’attacco veniva presentato come una legittima azione di lotta.

L’impostazione celebrativa era già contenuta nell’annuncio degli organizzatori, che avevano descritto il 7 ottobre come una delle maggiori azioni della resistenza palestinese, inserendolo in una lotta destinata a proseguire fino alla liberazione dell’intero territorio tra il Giordano e il Mediterraneo. Il programma prevedeva un dibattito, intitolato “Dalla grande rivolta araba al sette ottobre”, e la proiezione di “Palestina 36”, il film di Annemarie Jacir sulla rivolta palestinese del 1936. L’Università aveva confermato che l’utilizzo dell’aula non era autorizzato.

La Comunità ebraica di Bologna, presieduta da Daniele De Paz, aveva denunciato il rovesciamento dei fatti: gli autori del massacro rappresentati come combattenti ed eroi, la violenza sui civili trasformata in motivo di celebrazione. Aveva inoltre chiesto alle istituzioni di distinguere il sostegno alla popolazione palestinese e la critica al governo israeliano dalla giustificazione del terrorismo. Nella stessa serata, la commemorazione delle vittime si è tenuta in sinagoga a porte chiuse.

Giovedì 8 ottobre è intervenuto il sindaco Matteo Lepore, definendo “orripilante” il paragone tra il 7 ottobre e la Resistenza. Un anno prima, lo stesso collettivo aveva promosso a Bologna una manifestazione celebrativa dell’attacco: vietata dal Viminale, era poi sfociata in scontri. Questa volta l’iniziativa si è svolta dentro l’università, con la negazione esplicita della natura terroristica del massacro.



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