Il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Bologna Grazia Nart ha archiviato il fascicolo nato dalla querela per diffamazione presentata da due residenti del palazzo del quartiere Pilastro di Bologna che fece da cornice alla celebre “citofonata” con la quale il 21 gennaio del 2020, in piena campagna elettorale per le allora imminenti elezioni regionali in Emilia-Romagna, il leader della Lega Matteo Salvini chiese provocatoriamente (a favore di telecamere) a una famiglia di nazionalità tunisina che abitava nell’edificio: “Lei e suo figlio spacciate?”.
Il giudice, ha spiegato l’avvocato difensore Claudia Eccher, “ha accolto la richiesta del pubblico ministero e ha valorizzato la nostra argomentazione difensiva sulla causale politica della condotta”. Nello stesso procedimento è stata archiviata anche la posizione di Anna Rita Biagini, la donna che accompagnò il segretario federale della Lega nella passeggiata verso il palazzo.
Il pm Roberto Ceroni e il procuratore Giuseppe Amato, nel chiedere l’archiviazione, avevano sostenuto infatti che l’episodio, collocato in un contesto di campagna elettorale, avrebbe chiamato in causa la scriminante dell’esercizio del diritto di critica politica; dalla sola visione delle immagini e dall’ascolto dell’audio della scena, secondo l’accusa, non sarebbe inoltre stata possibile l’identificazione (arrivata solo in un secondo momento, grazie a un approfondimento giornalistico) delle persone accusate di spaccio dal leader leghista, che non appaiono mai in video né vengono nominate esplicitamente da Salvini.






Ultimi commenti
Nel segreto dell'urna potrai esprimerti al meglio delle tue possibilita'. Grazie ancora per l'endorsement. Nel tuo caso sarebbe piu' appropriato il termine "endesenment" e nel
Ti ringrazio per la preferenza. Conto che la confermerai anche nel seggio.
E' una idea di cui ti ringrazio.... dovessi riuscire, vorrei fossi tu il mio vice, i requisiti li hai.
dovresti fare il sindaco tu fenomeno
Ma perché non vai a dirigerlo tu fenomeno?