Auto elettrica di lusso, De Franco: Reggio polo dell’innovazione industriale

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Scrive Lanfranco de Franco, assessore alla Casa e alla Partecipazione del Comune di Reggio Emilia: “La notizia dell’importante investimento sino-americano di Faw-Silk Ev per la produzione della nuova auto elettrica di lusso a Gavassa è sicuramente positiva per il nostro territorio. Reggio Emilia, con la sua storia di industria meccanica innovativa, l’efficienza della pubblica amministrazione, l’alto livello di formazione garantito dall’istruzione superiore e dall’università – in una parola, con la sua credibilità – era una candidata naturale per ospitare il nuovo stabilimento. La nostra città si è confrontata con realtà che nel tempo hanno consolidato il proprio ruolo nella “motor valley”, risultando sulla carta più quotate e appetibili per simili investimenti.

Non possiamo che accogliere con favore un investimento di questa portata, perché la storia industriale di Reggio Emilia ci insegna che la ricchezza delle produzioni innovative si riverbera anche nella diffusione di competenze e risorse nell’indotto e nel territorio in senso lato. La gloriosa esperienza delle Officine Meccaniche Reggiane ha seminato nel territorio una ricchezza economica e competenziale diffusa, che è stata fondamentale per la nascita di un tessuto di piccole, medie e grandi imprese meccatroniche con produzioni ad alto valore aggiunto. Una storia che ha fatto di Reggio una città ricca, dove un operaio mediamente guadagna più che in ogni altra parte d’Italia, con una retribuzione media lorda di quasi 30mila euro, il 6 per cento sopra la media nazionale.

La sfida che ha davanti e che sicuramente saprà cogliere il nostro tessuto produttivo, è mettersi a confronto con l’investitore straniero, perché oggi parliamo di una supercar elettrica, ma le tecnologie innovative usate per produrre questi oggetti (motori, batterie e materiali) un domani potranno portare, per esempio, al trattore o alla gru elettrica o a sistemi di autonomia energetica ora impensabili. L’auspicio è che, attorno alla grande fabbrica, possa crescere un distretto di imprese qualificate per la fornitura di componenti di eccellenza, eventualmente a disposizione per altri clienti del settore automotive nazionale e internazionale.

Una sfida che richiede una risposta della città a 360 gradi. La città pubblica dovrà garantire al più presto, con l’aiuto fondamentale delle istituzioni regionali e nazionali, il proprio supporto: innanzitutto in termini di infrastrutture con il casello autostradale di Gavassa/Reggio Est, ma anche supportando la capacità del territorio nel parlare un linguaggio internazionale. La città delle competenze dovrà investire ancora di più su una formazione tecnica di eccellenza, immaginando che l’investimento, oltre a richiedere maggiori quantità di “teste”, porterà a un innalzamento della competizione nel mondo del lavoro in questo settore. Senza dimenticare che la storia di Reggio Emilia è una storia di diritti e lavoro “buono” e che crediamo nella competizione economica fondata sulla qualità e non sul costo del lavoro o a scapito dei diritti.

Non possono mancare le considerazioni sulla localizzazione dell’impianto e sul rapporto con il consumo di suolo. Parliamo di un’area di circa 320mila metri quadri, di cui centomila di edificato. È ovvio che tutti avremmo preferito l’insediamento in un ambito da riqualificare, già costruito, ma è altrettanto evidente che le dimensioni saranno tali da rendere incongruo, dal punto di vista della sostenibilità nel rapporto con qualsiasi quartiere già esistente, inserire un impianto produttivo di questo tipo in un tessuto ormai urbano, come per esempio le ex Reggiane o aree intorno alla stazione Mediopadana. È comunque positivo che il sito prescelto fosse stato individuato con le precedenti pianificazioni urbanistiche – quindi prima del nuovo PUG che, in ossequio alla nuova legge urbanistica regionale, supererà in gran parte il concetto di pianificazione pubblica degli interventi strategici – e che fosse già urbanizzato. La previsione, che si basava sulle caratteristiche oggettive del luogo e teneva conto di infrastrutture presenti, accessibilità, impianti e servizi, trova oggi conferma nella scelta di Faw-Silk Ev. Una collocazione che aiuterà, con logiche di sostenibilità degli impatti, a rendere ancora più compatibile e sinergico l’impianto Iren/Forsu già in corso di realizzazione”.

 



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