AQ16, Lega: “Vent’anni di illegalità tollerata dal Comune, Massari spieghi perché”

Alessandro Rinaldi Lega Giovani Emilia Bologna – FBAR

Scende in campo anche la Lega sul caso del sostanziale “abusivismo” del Laboratorio AQ16 di Reggio Emilia, situazione emersa durante l’ultimo consiglio comunale grazie a un’interrogazione presentata da Fratelli d’Italia: il Comune ha ammesso che allo stato attuale non risultano agli atti convenzioni o titoli formali che disciplinino l’uso degli spazi del centro sociale, attivo in via Fratelli Manfredi da oltre 23 anni.

La vicenda, secondo il consigliere comunale e capogruppo leghista Alessandro Rinaldi, “rappresenta l’ennesima dimostrazione di come a Reggio esistano cittadini di serie A e cittadini di serie B quando si parla di legalità”. Rinaldi parla di “un fatto gravissimo: per oltre due decenni in quell’immobile di proprietà pubblica si sono svolti eventi, concerti e attività varie senza che risultasse alcun atto amministrativo che ne disciplinasse l’utilizzo. Una situazione che, se confermata, rappresenta un evidente problema di legalità e di responsabilità amministrativa”.

La domanda, per il capogruppo leghista, è semplice: “Dov’era il Comune in tutti questi anni? Mentre commercianti, associazioni e cittadini sono sottoposti a controlli, autorizzazioni e burocrazia sempre più stringenti, sembra che per qualcuno a Reggio le regole possano essere tranquillamente ignorate. Non è accettabile. La giunta guidata dal sindaco Massari deve spiegare ai reggiani perché per oltre vent’anni si sia tollerata una situazione di sostanziale abusivismo in un immobile pubblico, senza intervenire e senza pretendere il rispetto delle norme”.

La legalità, conclude Rinaldi, “non può essere applicata a corrente alternata. Se le regole valgono per i cittadini, per le imprese e per le associazioni che operano nel rispetto delle norme, devono valere anche per i centri sociali e per chiunque utilizzi beni pubblici. Reggio merita amministratori che facciano rispettare le regole, non che chiudano gli occhi per anni”.



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