Appalti Reggio, chiesto il rinvio a giudizio di 24 persone: “Gravi irregolarità nei bandi”. Il Comune: “Da noi sempre trasparenza”

municipio Comune Reggio Emilia

La procura di Reggio, al termine di un’attività investigativa affidata alla Guardia di finanza e durata quattro anni, ha chiesto il rinvio a giudizio di 24 persone per ipotesi di reato che spaziano dalla turbata libertà degli incanti alla falsità in atto pubblico, dalla rivelazione di segreto d’ufficio alla corruzione, tutte relative a presunte “gravi irregolarità” riscontrate nella gestione di alcuni appalti pubblici indetti dal Comune di Reggio.

Le irregolarità riguarderebbero sia la predisposizione dei bandi di gara che la gestione del relativo iter. Secondo la procura all’interno dell’amministrazione comunale di Reggio ci sarebbe stata una “radicata prassi” che avrebbe coinvolto diversi soggetti – in posizioni apicali e non – mirata a inserire nei bandi (in cui la stessa amministrazione risultava essere stazione appaltante) particolari requisiti per la partecipazione alle gare che i predisponenti sapevano essere in possesso soltanto di alcune persone, fisiche o giuridiche; l’obiettivo era quello di favorire già in partenza questi partecipanti, gestendo poi la gara in modo da far prevalere quei soggetti sin dal principio individuati come possibili aggiudicatari del bando.

Le indagini hanno preso il via nel 2016 da alcune dichiarazioni rese da soggetti privati e si sono sviluppate attraverso intercettazioni telefoniche, telematiche e ambientali, appostamenti e pedinamenti da parte della polizia giudiziaria. Dal giugno del 2017 all’aprile del 2019 diverse informative della Guardia di finanza hanno messo sotto la lente d’ingrandimento una serie di bandi di gara comunali, sottolineando la sussistenza di ipotesi delittuose.

Risale al 30 aprile del 2019 l’iscrizione dei sospettati nel registro degli indagati, mentre il 13 giugno dello stesso anno la Guardia di finanza ha eseguito perquisizioni e sequestri – anche presso gli uffici comunali – a carico di 14 indagati. L’acquisizione di questa documentazione, cartacea e informatica, secondo la procura si è rivelata indispensabile nella ricostruzione delle varie procedure amministrative finite nel mirino degli investigatori, rendendo necessari ulteriori approfondimenti sfociati poi in altre informative (che hanno confermato “vistose e reiterate anomalie” già emerse in precedenza) depositate dalle Fiamme Gialle tra il mese di dicembre del 2019 e il luglio dello scorso anno.

Il 22 luglio del 2020 è stato emesso a carico di 26 indagati – sette dei quali appartenenti alla pianta organica del Comune di Reggio – l’avviso di conclusione delle indagini preliminari, notificato poi agli interessati nel successivo mese di settembre. La posizione dei soggetti iscritti nel registro degli indagati ma non destinatari dell’avviso di conclusione delle indagini preliminari è stata separata ed è ancora in corso di definizione.

L’amministrazione comunale di Reggio, commentando gli sviluppi dell’inchiesta, ha sottolineato che “il passaggio odierno si configura come compimento dell’attività d’indagine nota sin dal 2019, ed emersa con ulteriori passaggi pubblici anche nel 2020. Fin dalla prima ora l’amministrazione si è comportata in modo responsabile, con trasparenza, assumendo tempestivamente decisioni coerenti e conseguenti, in base alle leggi vigenti e ai regolamenti Anac. Nel ribadire fiducia nell’operato degli organi inquirenti e il rispetto per il procedimento in corso, l’amministrazione è fiduciosa che le persone in questione sappiano chiarire gli addebiti loro mossi e dimostrare estraneità ai rilievi avanzati; posizione – questa – espressa sin da allora”.



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