Antenne per la telefonia mobile, a Reggio sono otto le nuove aree di ricerca per il 2026

antenna Srb stazione radio base Reggio – FM

Il Comune di Reggio ha pubblicato il Programma annuale delle installazioni fisse per la telefonia mobile 2026, che individua e vincola le nuove installazioni alle aree di ricerca proposte dai gestori.

Per garantire trasparenza alla cittadinanza, minimizzare l’esposizione all’inquinamento elettromagnetico e limitare i fattori di inquinamento visivo del paesaggio, già dal 2023 il Comune reggiano – nell’ambito delle disposizioni legislative europee, nazionali e regionali – ha cercato di disciplinare l’installazione di nuove antenne Srb (Stazioni radio base) dotandosi di un apposito “Regolamento per l’installazione e l’esercizio degli impianti di telecomunicazione per telefonia mobile”: si richiede, per esempio, di prediligere l’utilizzo di supporti già esistenti e si vietano nuove installazioni con tipologie di supporto a traliccio.

La normativa attualmente in vigore non consente di stabilire, nemmeno a livello locale, distanze minime dai fabbricati, ma il regolamento prevede che tutti i gestori di telefonia mobile presentino preventivamente al Comune il proprio programma annuale delle installazioni fisse.

Sono quattro i gestori (Iliad, Tim, Vodafone e WindTre) che hanno presentato richieste per l’anno 2026, per lo più già presenti anche nel programma del 2025. Sono invece complessivamente otto le nuove aree di indagine sotto la lente di ingrandimento (in fucsia nella mappa sottostante): si trovano nei pressi di Pratofontana, Rivalta, Massenzatico, Roncocesi, Gavasseto, Buon Pastore, Parco industriale di Mancasale e Codemondo.

(clic sulla mappa per ingrandirla)

All’interno delle aree di ricerca in questione, i gestori potranno poi presentare un’istanza di autorizzazione di nuovi impianti in sito puntuale entro un raggio di 150 metri. Nel 2025 sono stati undici i siti puntuali oggetto di istanza di autorizzazione per nuovi insediamenti: i procedimenti sono quasi tutti ancora in corso.

La predisposizione del piano annuale, secondo l’assessore comunale alla tutela ambientale Roberto Neulichedl, “rappresenta uno strumento fondamentale: non solo per una corretta e controllata pianificazione, ma anche per una piena condivisione di scelte che interessano la cittadinanza. Il piano comporta infatti una preventiva informazione sulle potenziali aree di ricerca presentate dai gestori. Ma grazie al coinvolgimento diretto delle consulte è stato possibile avviare un’interlocuzione concreta con il territorio al fine di incontrare le migliori soluzioni possibili delle installazioni a venire. Soluzioni che nel corso del 2025 hanno visto i funzionari comunali responsabili impegnati in un lavoro encomiabile di mediazione alla ricerca delle soluzioni più adeguate in termini di impatto ambientale per la comunità, tenendo presenti le esigenze di copertura delle utenze da parte dei gestori”.

Il piano, secondo l’assessore, “consente inoltre di monitorare su scala pluriennale l’andamento della ricerca di aree e delle concrete realizzazioni di Srb. Il fatto di avere otto sole nuove aree di ricerca rispetto al 2025 indica l’effettiva progressiva saturazione delle istanze avanzate. Così come la presentazione di sole undici domande di realizzazione di installazioni, rispetto alle 89 aree di ricerca presentate sempre nel 2025, rappresenta un dato significativo dell’impatto complessivo che concretamente si registra”.

Il Programma 2026 e le relative aree richieste dai gestori sono disponibili per la consultazione sul sito del Comune; dalla prossima settimana i documenti saranno pubblicati nell’albo pretorio online, dove rimarranno per 45 giorni per consentire, durante tutto questo periodo, la presentazione di eventuali osservazioni da parte dei cittadini, come singoli o associati. Una volta acquisiti i pareri di Arpae e Ausl sugli aspetti ambientali e sanitari e quelli degli uffici coinvolti, e formulate le controdeduzioni alle eventuali osservazioni pervenute, il Programma 2026 sarà sottoposto alla discussione della commissione consiliare competente. Solo al termine di questo percorso il piano potrà essere approvato dalla giunta comunale e diventare allegato ufficiale al regolamento fino al prossimo anno.



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