“La Mensa di Corte Tegge” (TM Edizioni), recentemente uscito nelle librerie e sulle piattaforme online, è un volume di testimonianza di quel periodo felice degli anni Settanta in cui, di converso alle degenerazioni della violenza politica, i giovani emiliani del tempo ebbero la forza e l’ingegno di trasformare in azioni concrete l’aspirazione a una vita migliore per le classi lavoratrici, a cominciare dal mondo operaio.
C’è molto di tipicamente reggiano nell’opera cui si è principalmente dedicato Franco Ferretti, già segretario della Camera del lavoro e poi vicesindaco di Reggio, una vita dedicata al sindacato e alla lotta per i diritti dei lavoratori: i sogni e la pratica che traggono insieme lo spunto per rivendicazioni possibili, un metodo non astratto ma decisamente riformista, volto a ottenere anzitutto risultati e buone pratiche.
La storia della mensa per i lavoratori a Corte Tegge va letta come la vicenda di impegno civile e sociale che conquista un diritto fondamentale nella vita quotidiana.

Il libro è un’opera collettiva firmata da 19 autori e raccoglie numerose testimonianze di operai, dirigenti e amministratori che vissero da vicino la vicenda della mensa interaziendale di Corte Tegge, una conquista sociale ottenuta negli anni ’70 grazie all’alleanza tra mondo del lavoro, aziende e istituzioni.
Tra il 1973 e il 1976 infatti i consigli di fabbrica delle aziende dell’area industriale di Corte Tegge, sostenuti da Cgil, Cisl e Uil, portarono avanti una vertenza innovativa: chiedere alle imprese un contributo economico per realizzare una mensa comune, capace di garantire un servizio essenziale a migliaia di lavoratrici e lavoratori, in gran parte pendolari.
Il cuore della vertenza si sviluppò tra il 1973 e il 1974 e si concluse con un accordo sottoscritto dalla quasi totalità delle imprese.
Tra queste, aziende del territorio come le Arti Grafiche Reggiane, con una proprietà più sensibile di altre ai temi sociali, furono tra le prime firmatarie ed ebbero quindi un ruolo di primo piano nell’agevolare la positiva conclusione della vertenza.
La lotta per la mensa di Corte Tegge fu il risultato di una serie di fattori politico-sindacali che caratterizzarono le lotte di quegli anni.

In un contesto segnato dalla crisi economica aggravata dallo shock petrolifero del 1974, che indusse l’allora governo Rumor a imporre lo stop domenicale alle auto, la mobilitazione fu favorita dalla stagione di unità sindacale apertasi nel 1972 con la nascita della Federazione Lavoratori Metalmeccanici Fiom, Fim e Uilm e della Federazione Unitaria Cgil, Cisl e Uil nello stesso 1974.

Di quel periodo sono altre conquiste fondamentali, come gli asili nido, il trasporto pubblico con un fondo alimentato anche dai contributi delle imprese, le 150 ore retribuite per il diritto allo studio dei lavoratori e l’ingresso della medicina del lavoro nelle fabbriche, ottenuto con centinaia di ore di sciopero in altre importanti aziende della Val d’Enza.
La politica non rimase a guardare e i partiti politici, a Reggio e in particolare a Cavriago, contribuirono a garantire anche il sostegno delle istituzioni alla lotta per la mensa, che finì per coinvolgere l’intero territorio.

La mensa ha un ruolo di grande rilievo nella storia della cooperazione reggiana. Infatti venne inaugurata nell’aprile 1976 e la sua gestione fu affidata alla Cooperativa Gramsci. La gestione passò successivamente a CRR e infine a Cirfood.






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