Uno spettacolo di grande danza in prima europea domenica 14 aprile prossimo, alle ore 18.00, al Teatro Municipale Valli, chiude la Stagione di Danza della Fondazione I Teatri.
Sul palcoscenico Batsheva – The Young Ensemble, fondata da Ohad Naharin nel 1990, al suo arrivo alla Batsheva Dance Company come direttore artistico, con l’intento di nutrire il processo creativo, accompagnare nella crescita i giovani danzatori, e sviluppare un pubblico di giovani spettatori. Ogni anno oltre 400 danzatori da tutto il mondo si presentano al Suzanne Dellal Center di Tel Aviv con la speranza di entrare a far parte dell’Ensemble, da cui poi provengono la maggior parte dei danzatori di Batsheva Dance Company.
Nel programma al Teatro Municipale Valli, due coreografie di Ohad Naharin, coreografo israeliano, considerato tra i più rappresentativi della danza contemporanea e una di Sharon Eyal, coreografa in residenza alla Batsheva Dance Company fino al 2012, e che ha poi intrapreso, con il suo partner Guy Bachar, l’attività di coreografa free lance, fondando la compagnia L-E-V.

Apre la serata George & Zalman, che ha debuttato nel 2006 al Mahol Shalem Festival di Gerusalemme, poi Black Milk, coreografia ideata inizialmente per sole donne su richiesta della direttrice artistica di Kibbutz Dance Company, e ri-creata per Batsheva Dance Company in una doppia versione per soli uomini / sole donne .
“Nobody can hurt me without my permission” (Nessuno può ferirmi senza il mio permesso) è invece il concetto di Gandhi da cui parte THE LOOK, di Sharon Eyal, che conclude la serata.
“E’ un assoluto privilegio poter offrire a danzatori all’inizio della loro carriera la possibilità di divenire nostri partner creativi. Gli mettiamo nelle mani “la scatola degli attrezzi del GAGA”, la nostra pluriennale ed incessante ricerca artistica – spiega Ohad Naharin – e facciamo in modo che possano utilizzare il tutto in tempo reale. Li osserviamo quotidianamente oltrepassare il loro livello di confort e li ritroviamo grandi interpreti. Molto spesso i giovani interpreti dell’Ensemble mi fanno scoprire nuovi modi di vedere le mie stesse creazioni.”






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