Affidi illeciti, Fiorini (FI): “Una commissione d’inchiesta per verificare se la legge funziona”

municipio Bibbiano con polizia

La deputata emiliana di Forza Italia Benedetta Fiorini ha espresso soddisfazione per l’approvazione della legge (“da me fortemente voluta, avendo presentato una proposta di legge abbinata a quella approvata”) che istituisce la commissione bicamerale d’inchiesta finalizzata a svolgere indagini sulle attività connesse alle comunità di tipo familiare e agli istituti che accolgono minori in affido: “È la risposta a quei minori e a quelle famiglie che hanno subìto inaccettabili soprusi e prevaricazioni; è una risposta a chi voleva liquidare come un semplice “raffreddore” quanto avvenuto in Val d’Enza”.

Adesso, ha aggiunto la parlamentare azzurra, “mi auguro che i tempi con i quali si riuscirà a costituire e rendere operativa questa commissione siano brevissimi: deve essere subito operativa”.

La normativa vigente in materia di affidi e di adozioni, ha sottolineato la deputata Fiorini, “ribadisce in maniera netta che il minore ha il primario diritto di crescere ed essere educato nell’ambito della propria famiglia e che la sottrazione dal proprio nucleo familiare è da considerarsi come una soluzione limite, come extrema ratio, praticabile solo nei casi in cui tutte le misure di sostegno al suo nucleo familiare non abbiano dato gli esiti sperati”.

“Purtroppo non avviene sempre così. Quello che ha mostrato la gestione degli affidi in Emilia-Romagna, nella Val d’Enza, è la sostanziale assenza dei sistemi di controllo. L’esistenza di affidi illeciti è la riprova che occorre mettere mano all’impianto normativo esistente e garantire una maggiore e più efficace attività ispettiva e di vigilanza, con particolare riguardo ai servizi sociali coinvolti e alle strutture e comunità familiari dove sono collocati i minori”.

Poiché si intrecciano diversi livelli e ambiti, secondo la deputata emiliana “è opportuna una verifica dell’impianto normativo esistente anche con riguardo all’operato dei diversi uffici giudiziari, al ruolo e al potere che hanno i servizi sociali e, a livello politico, alla capacità di condizionamento che possono avere gli amministratori locali”.

Intervenendo in aula alla Camera per la dichiarazione di voto per il gruppo di Forza Italia sulla proposta di legge per l’istituzione della commissione, la deputata aveva già fatto riferimento alla vicenda della Val d’Enza: “Certamente la volontà di istituire questa commissione nasce anche sull’onda di quanto emerso dall’inchiesta “Angeli e demoni”, una vicenda di cronaca e di politica inquietante della mia regione, l’Emilia-Romagna, ancora all’esame della magistratura”.

“Quelli che vengono contestati nell’inchiesta – ha ricordato la Fiorini in Parlamento – sono reati gravissimi: abuso d’ufficio, falsa perizia, falso ideologico in atto pubblico, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, violenza privata, maltrattamenti in famiglia, lesioni dolose gravissime. Di fronte a questi capi di imputazione e alla circostanza che le vittime di questi odiosi reati sono i minori e le loro famiglie, è difficile restare indifferenti”.

Tuttavia, ha aggiunto nel suo intervento, “non siamo chiamati qui a fare giustizia: le singole responsabilità penali saranno accertate dalla magistratura e, sia ben chiaro, non c’è alcun intendimento di voler strumentalizzare, come pure è stato affermato, la terribile vicenda di Bibbiano per una sorta di rivalsa politica. Credo che i fatti parlino da soli. Lo dissi già in occasione della dichiarazione sulla mozione votata lo scorso autunno in quest’aula e voglio ripeterlo. Quando anche fosse un solo bambino, uno solo, a essere stato costretto ad anni di sedute psichiatriche, a essere stato convinto di aver subìto abusi mai avvenuti, a essere stato strappato ai suoi genitori naturali e di fatto venduto da un sistema criminale incardinato nella rete dei servizi sociali, per me la tragedia di quel solo bambino e di quella famiglia è il fallimento del sistema degli affidi e, in particolare, del sistema dei controlli, evidentemente assenti o inefficaci. Anche attraverso una modifica del piano normativo esistente si deve promuovere un sistema realmente capace di impedire il ripetersi di un nuovo caso Bibbiano”.



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