A settembre a Parma al via i lavori per la cassa del torrente Baganza

cassa Baganza

Giovedì 24 marzo la cassa del torrente Baganza, una delle opere di difesa idraulica più importanti in Emilia-Romagna, ha ricevuto il via libera dalla direzione dighe del Ministero delle infrastrutture: il nulla osta definitivo arriverà il prossimo 15 aprile. L’imponente infrastruttura, che occuperà un’area di 8,6 ettari e potrà accogliere fino a 5 milioni di metri cubi d’acqua, servirà per mettere al sicuro i cittadini di Parma dalle alluvioni.

A metà maggio sarà pubblicato il bando di gara per l’appalto dell’opera, mentre entro la fine di settembre saranno affidati i cantieri. Il progetto esecutivo è stato predisposto dall’Agenzia interregionale per il fiume Po (Aipo): la cassa sorgerà a circa 15 km a sud del capoluogo di provincia, nei territori comunali di Parma, Sala Baganza, Felino e Collecchio, a monte della confluenza con il torrente Parma, su un’area che in gran parte è stata oggetto di attività estrattiva negli scorsi anni.

La cassa sarà composta da due comparti di laminazione, uno dei quali cosiddetto “in linea”, cioè nella stessa direzione del corso d’acqua, il cui invaso è gestito da uno sbarramento trasversale di 120 metri di lunghezza e 20 metri di altezza media.

Il primo comparto è dotato di quattro luci, di dimensione 3,5 per 6 metri, presidiate da paratoie manovrabili in tempo reale, in modo da permettere di modulare la portata da rilasciare a valle e ottimizzare il volume di invaso, anche in collegamento con l’opera simile già presente sul corso del torrente Parma a Marano. Il secondo comparto, invece, è “in derivazione”, ossia laterale rispetto al corso d’acqua, e il suo invaso avviene tramite uno sfioratore laterale.

Per assicurare la piena operatività dell’opera, oltre ai manufatti di regolazione saranno realizzate delle arginature di contenimento, in terra “zonata” di altezza variabile da 0 a 16 metri. Molta cura, nel corso della progettazione, è stata riservata agli aspetti tecnici e ambientali, sia dal punto di vista dell’inserimento nel territorio che da quello delle possibili interferenze: attenzione che sarà mantenuta anche nella fase di realizzazione che di gestione dell’opera, attraverso un attento monitoraggio delle diverse componenti (suolo, acqua, morfologia, fauna e stato ecologico).



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