Nella mattinata di sabato 6 dicembre a Reggio è avvenuta la “posa delle bandiere” sul tetto dell’edificio in costruzione del MiRe, l’ospedale dedicato a maternità e infanzia: una tradizione antica dei mastri muratori che simboleggia il completamento della struttura e la soddisfazione per il lavoro eseguito, e al tempo stesso un gesto di buon auspicio per la realizzazione dell’opera.
Una volta completato, il MiRe sarà dedicato alla cura della donna e dell’infanzia grazie a una nuova organizzazione degli spazi (come il centro nascita, che prevede percorsi differenziati in funzione del rischio) e ad attrezzature all’avanguardia, come un’innovativa risonanza magnetica a 3 Tesla.
Alla cerimonia sono intervenuti il presidente della Regione Emilia-Romagna Michele de Pascale, l’assessore regionale alle politiche per la salute Massimo Fabi, il presidente della Provincia di Reggio Giorgio Zanni, il sindaco di Reggio Marco Massari, il direttore generale dell’Azienda Usl-Irccs Reggio Emilia Davide Fornaciari e Deanna Ferretti Veroni, presidente di CuraRE Onlus, l’associazione nata nel 2011 per supportare il progetto.
Il MiRe sta sorgendo nell’area dell’arcispedale Santa Maria Nuova di Reggio, accanto al Centro oncologico ed ematologico (Core). La struttura, composta da quattro piani fuori terra e da un piano interrato, per un totale di 19.500 metri quadrati, accentrerà reparti e servizi oggi presenti in sedi anche distanti tra loro, per favorire modalità organizzative integrate tra specialità e professioni. La struttura mira a diventare un punto di riferimento per l’intera provincia reggiana, per rispondere ai bisogni assistenziali di maggior complessità e accogliere attività di formazione e ricerca.
Il primo stralcio del progetto sarà completato entro la fine del 2026 e porterà al trasferimento del reparto di pediatria e dell’area ambulatoriale di riferimento estese alle specialità (neuropsichiatria infantile, genetica clinica, gravi disabilità dell’età evolutiva, reumatologia pediatrica) dall’attuale sede ospedaliera al nuovo padiglione nel primo semestre del 2027.
“Sarà un polo innovativo per la cura e l’assistenza della maternità, dell’infanzia e della donna”, ha sottolineato il presidente de Pascale: “L’ospedale testimonia l’impegno della Regione nel sostegno di una sanità pubblica e universalistica che potrà contare su una struttura all’avanguardia, pensata per garantire sicurezza, accoglienza e qualità delle cure. Questa è la sanità pubblica che vogliamo”.
Con il MiRe, ha aggiunto l’assessore Fabi, “Reggio sarà in grado di offrire uno standard di accoglienza elevato per privacy, personalizzazione e umanizzazione della cura, studiato per fare in modo che l’ospedale venga percepito come luogo di elevata professionalità e di benessere abitativo per utenti e operatori. Un polo d’eccellenza che arricchirà l’offerta della sanità pubblica dell’Emilia-Romagna”.

Nato nel 2014, il progetto MiRe prevede finanziamenti per 71,4 milioni di euro, 18 dei quali di provenienza regionale. A questi si aggiungono gli oneri di progettazione, interamente coperti da CuraRE Onlus, che finora ammontano a circa 800.000 euro: a curare la progettazione e la direzione dei lavori è lo Studio Binini Partners di Reggio.
Il nuovo fabbricato avrà un ingresso indipendente e sarà collegato al Core – quindi al resto dell’arcispedale Santa Maria Nuova – da passerelle presenti ai piani interrato, terra e primo. Il collegamento agevolerà l’immediata accessibilità ai settori diagnostici e specialistici.
I cinque piani dell’edificio ospiteranno l’area ostetrica ginecologica (punto nascita con area di degenza, centro nascita fisiologica, struttura operativa di ginecologia con area di degenza, blocco travaglio parto, blocco operatorio ginecologia e ostetricia), l’area pediatrica (neonatologia con terapia intensiva e semintensiva neonatale, area ambulatoriale e area degenza, pediatria, neuropsichiatria infantile, genetica clinica, reumatologia pediatrica e dell’adolescenza), psicologia clinica dedicata, anestesia e terapia del dolore dedicata, didattica e ricerca.
Al piano interrato saranno alloggiate nuove apparecchiature diagnostiche, tra cui l’innovativa risonanza magnetica a 3 Tesla in grado di offrire immagini ad altissima definizione, per l’acquisto della quale è in corso una raccolta fondi da parte di associazioni come la Fondazione Grade. Sempre al piano interrato troverà posto, grazie al fondamentale contributo di CuraRE Onlus tramite Transcoop (circa 200.000 euro donati), il Centro di simulazione ad alta fedeltà di ultima generazione per le attività formative.






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