Questa sera a Modena si è consumato un passaggio politico di rilievo: l’europarlamentare Roberto Vannacci, ex generale dell’esercito italiano e fino a pochi giorni fa vicesegretario della Lega, ha tenuto la sua prima apparizione pubblica in città dopo aver formalizzato l’uscita dal Carroccio e aver fondato il proprio movimento politico, Futuro Nazionale.
L’evento, in programma alle 18.30 nella sala dell’hotel Rmh Modena Des Arts, ha registrato il tutto esaurito con oltre 3.000 richieste di partecipazione in sole 48 ore, a fronte di una capienza decisamente più contenuta: la forte affluenza testimonia l’attenzione suscitata dal discorso, incentrato sulle tematiche della remigrazione, della sovranità nazionale e dei valori identitari.
Prima dell’incontro con la platea, Vannacci ha tenuto una breve conferenza stampa in cui ha spiegato le ragioni della sua rottura con Matteo Salvini e la scelta di marciare da solo. Secondo il politico, “la mia destra non è né estrema né nera, ma vera”, e ha puntato il dito contro il leader leghista accusandolo di aver tradito promesse chiave, dalla legge Fornero fino al sostegno alle armi all’Ucraina.
La nuova formazione fondata da Vannacci, Futuro Nazionale, si presenta come una sigla di destra nazionalista e sovranista, con forte accento su immigrazione, identità e politiche “a favore degli italiani”. Il logo del partito è stato depositato all’inizio di febbraio e fin da subito il progetto ha richiamato l’attenzione non solo degli ambienti più radicali del centrodestra, ma anche di commentatori politici nazionali e internazionali.
Nel corso del suo intervento, Vannacci ha citato un sondaggio che lo attesterebbe intorno al 4,2%, definendolo “una bella rampa di lancio” in vista delle prossime scadenze elettorali. La presenza di molti sostenitori in sala e l’ampia richiesta di partecipazione all’incontro sono altri indicatori di un potenziale slancio elettorale.
Non sono mancate, però, le critiche politiche all’indomani dell’uscita dalla Lega e dell’arrivo di Vannacci a Modena. Forza Italia Giovani Modena, attraverso il suo segretario provinciale, ha bollato l’ex generale come fuori dal perimetro del centrodestra, avvertendo che scelte come quella di Vannacci potrebbero “minare la stabilità della coalizione di governo”.
La giornata di Vannacci a Modena, così, diventa il simbolo di una frattura più ampia nell’assetto della destra italiana a pochi mesi dalle elezioni politiche del 2027, con un politico di peso che cerca ora di ritagliarsi uno spazio autonomo nel panorama nazionale.






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