A Bologna folla di giovani per l’ultimo saluto a Giovanni Tamburi

funerale Giovanni Tamburi foto quadretto chiesa – DIRE

Mercoledì 7 gennaio, nella cattedrale metropolitana di San Pietro, nel cuore di Bologna, una folla di giovani e giovanissimi ha dato l’ultimo saluto a Giovanni Tamburi, il ragazzo bolognese di 16 anni che ha perso la vita la notte di Capodanno nel tragico incendio del bar Le Constellation a Crans-Montana, in Svizzera.

In primis, naturalmente, i compagni di classe del liceo Righi di Bologna, che si sono stretti in un abbraccio – simbolico ma anche concreto – ai genitori e ai familiari della vittima; a pochi metri di distanza, a Palazzo D’Accursio, sede del Comune, le bandiere istituzionali sono state esposte listate a lutto, nel giorno in cui è stato proclamato il lutto cittadino.

“Mi commuove e mi fa vedere quanto era amato mio figlio, credo che ne sia molto felice anche lui, perché so che ci guarda”, ha detto la madre del giovane, Carla Masiello: “Sarebbe impossibile trovare una foto di lui senza sorriso, perché sorrideva sempre. Ho perso un pezzo di vita, devo andare avanti per gli altri figli; ma penso che il Signore abbia compiuto un miracolo perché non era sfigurato, è rimasto un angelo. Io ora penso a piangerlo, poi confido che la giustizia sia fatta. Fa paura che possano succedere cose simili, soprattutto in un Paese come la Svizzera, così rigido sulle regole”.

“Il primo gennaio hai perso la vita e io l’ho persa con te, a differenza tua io vivrò con un vuoto incolmabile ma tu no”, ha detto invece Giuseppe Tamburi, il padre di Giovanni, durante la funzione religiosa: “Era bello, meraviglioso fuori e anche dentro, con la sua maturità faceva sì che quando suo fratello e le sue sorelle avevano bisogno, lui c’era. Era il centro della vita anche delle nonne, e anche a loro dava i consigli”. Ora, ha aggiunto, “non potrai più andare a trovare quella ragazza, non potrai provare la moto nuova, non potrai percorrere la strada che avevi davanti; grazie dei 16 anni che ci hai regalato. ti amerò per sempre”.


In chiesa, nelle prime file, erano presenti anche la ministra dell’Università Anna Maria Bernini, la sottosegretaria alla Cultura Lucia Borgonzoni, il presidente della Regione Emilia-Romagna Michele de Pascale e il sindaco di Bologna Matteo Lepore. Assente invece il cardinale Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Cei, impegnato a Roma, che ha però inviato un messaggio: “Oggi Giovanni è come una stella del cielo illuminato dalla luce di Dio. Splenda a lui la luce che non finisce, riposa in pace, caro Giovanni”.

 

fonte immagini: Agenzia DIRE – www.dire.it



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