Maltrattamenti aggravati commessi alla presenza di minori e ai danni di donna incinta e lesioni personali.
Queste le accuse mosse a un operaio raggiunto da una misura cautelare emessa dal tribunale reggiano.
L’ultimo episodio è avvenuto il 12 gennaio scorso, quando l’uomo ha preso a schiaffi la moglie per poi piegarle, fratturandolo, il dito di una mano con la quale la donna cercava di ripararsi dai colpi.
Trenta i giorni di prognosi certificati dall’ospedale nel certificato giunto alla caserma dei carabinieri di Cadelbosco Sopra che hanno quindi, ricorrendone i presupposti, avviato le indagini d’ufficio, scoprendo che l’episodio di violenza ai danni della giovane donna era l’ultimo di una serie di gravi condotte maltrattanti compiuti negli ultimi anni da un 25enne residente in un comune della Bassa reggiana.
Per questi motivi, con l’accusa di maltrattamenti in famiglia aggravati, i carabinieri della stazione di Cadelbosco Sopra hanno denunciato alla Procura della Repubblica preso il Tribunale di Reggio Emilia un 25enne abitante nella Bassa. La Procura, concorde con gli esiti investigativi dei carabinieri di Cadelbosco Sopra, ha ottenuto dal gip del tribunale di Reggio Emilia la misura dell’allontamento dalla casa dell’uomo e del divieto di avvicinamento alla moglie.
Provvedimento che è stato eseguito venerdì dai militari di Cadelbosco Sopra che hanno condotto le indagini.






Ultimi commenti
Lepore, una bella lettera di saluto alla citta' di Bologna e poi le dimissioni, e' tutto qui....
Manca la ciliegina, oltre 100 miliardi di impegno spesa in riarmo annuali, destra o sinistra che sia, sommati alle spese energetiche triplicate grazie agli amici
Rimpiango i tempi del quotidiano l'Unita', quando usciva con allegato l'inserto Tango e poi Cuore. Oggi come oggi, sinceramente, non lo comprerei neanche per usarlo
C'è indiscutibilmente un sistema dietro ed è sempre il solito, quello dei detentori della verità per grazia divina, propagata ed imposta attraverso i centri sociali, […]
Ariani certificati però, mansueti e sottomessi, meglio se anche masochisti d'annata e senza certificato antifascista, utile per saltare la fila.