I detenuti e le detenute degli istituti penitenziari di Reggio, per ringraziare la comunità locale, hanno donato mascherine agli enti e alle organizzazioni che fin dall’inizio della pandemia hanno fornito supporto in varie modalità ai carcerati.
Giovedì 26 novembre una delegazione formata dalla direttrice Lucia Monastero, dalla commissaria della Polizia penitenziaria Rosa Cucca e dall’ispettore superiore Giovanni Trisolini ha consegnato i dispositivi di protezione realizzati dalle detenute alla sede della Fondazione Manodori, dove la delegazione è stata accolta dal presidente della fondazione Romano Sassatelli e dal segretario generale Riccardo Faietti.
“Siamo molto contenti – ha detto Sassatelli – di poter ospitare una realtà che ha particolarmente sofferto per l’emergenza sanitaria. La Fondazione Manodori è intervenuta con sollecitudine nei mesi scorsi fornendo generi di prima necessità per i detenuti. L’incontro odierno è uno dei tanti momenti che conferma che il territorio reggiano sta affrontando con coraggio e con lo spirito di solidarietà e condivisione che lo contraddistingue anche una fase di difficoltà come questa”.
L’incontro ha rappresentato per la delegazione anche l’occasione per fornire un quadro della complessità nella gestione degli istituti penitenziari reggiani e della necessità di attivare collaborazioni per creare opportunità formative e lavorative, attivandosi su progetti condivisi tra varie realtà della città.
Il giorno successivo la stessa delegazione, accolta nella Sala Rossa del Comune, ha consegnato al sindaco Luca Vecchi alcune mascherine colorate realizzate dalle detenute nell’ambito di uno specifico progetto lavorativo realizzato all’interno del carcere, per esprimere gratitudine al primo cittadino e all’ente comunale per il supporto ricevuto fin dall’inizio dell’emergenza sanitaria. Il sindaco Vecchi ha ringraziato a sua volta le detenute “per il graditissimo omaggio”, esprimendo inoltre apprezzamento per l’iniziativa – anche alla luce dei numerosi progetti di collaborazione che nel tempo si sono sviluppati tra il Comune e l’istituto penitenziario della città.







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