“Sono stato mal interpretato. Non volevo minacciare o spaventare la dottoressa Beretti. Ma ho solo riferito, nell’ambito di due incontri avvenuti per altri motivi, delle frasi che mi preoccupavano”. Lo ha detto venerdì, don Ercole Artoni, 88 anni, nel corso della deposizione davanti al gip Luca Ramponi.
Il sacerdote, dall’altro giorno posto agli arresti domiciliari, è accusato di minacce alla presidente del tribunale Cristina Beretti.
Prima di don Artoni era stato interrogato per 2 ore, in carcere, il commerciante originario di Vetto, Aldo Ruffini, 74 anni, a cui la Finanza ha sequestrato un patrimonio da 25 milioni di euro, che aveva scaricato le responsabilità sul religioso: “Non ho mai incontrato la giudice Beretti, né ho mai detto a don Artoni di minacciarla. Se lo ha fatto, è stato solo per sua iniziativa personale. Non sono il mandante di nessuno”.
Gli avvocati del prete Francesca Corsi e Alessandro Nizzoli hanno poi spiegato: “Don Artoni conosce Ruffini da 40 anni in virtù del suo ruolo di parroco. Le visite alla presidente Beretti sono state fatte spontaneamente dal sacerdote per ragioni che nulla hanno a che fare con la volontà di minaccia. Non si diventa mafiosi a 88 anni”.






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