Dalla mattina di giovedì 5 marzo sulla facciata di Palazzo d’Accursio, sede del Comune di Bologna, è esposto uno striscione giallo con la scritta nera “Libertà per Patrick Zaky”, proprio accanto a quello di Amnesty International per chiedere “Verità per Giulio Regeni”.
Patrick Zaky, 28 anni, è uno studente egiziano dell’università di Bologna fermato e arrestato dalla polizia a inizio febbraio all’aeroporto del Cairo, dove si era recato per trovare la sua famiglia: è accusato di aver diffuso informazioni dannose per lo Stato egiziano attraverso la sua pagina Facebook, di aver fomentato le manifestazioni e il rovesciamento del governo, di aver pubblicato notizie false sui social network, di promuovere l’uso della violenza e di istigare al terrorismo. Secondo i suoi avvocati durante gli interrogatori sarebbe stato minacciato, picchiato e sottoposto a torture.
L’esposizione dello striscione per Zaky “è un gesto simbolico”, sottolinea il Comune emiliano, “fortemente voluto dal sindaco Virginio Merola per tenere alta l’attenzione sullo studente egiziano del Master Gemma”. Per la giornata di venerdì 6 marzo Amnesty ha lanciato una nuova iniziativa invitando i cittadini bolognesi a esporre fuori da finestre, balconi e portoni simboli come striscioni o cartelloni per chiedere la liberazione di Zaky e a condividere foto e messaggi sui social.






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