Maltempo, Emilia ha chiesto l’emergenza

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Oltre 202 milioni di euro di danni al patrimonio pubblico, di cui 45 milioni per le attività di soccorso e assistenza alla popolazione, per l’esecuzione degli interventi di somma urgenza e di quelli maggiormente necessari, oltre alle opere di riduzione del rischio e di messa in sicurezza. Il tutto a seguito dell’eccezionale ondata di maltempo che ha colpito l’Emilia-Romagna, tuttora in corso.

Il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, ha firmato e inviato la richiesta di deliberazione dello stato di emergenza nazionale al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e al capo Dipartimento della Protezione civile nazionale, Angelo Borrelli.

In particolare, la richiesta segue l’eccezionale maltempo, le mareggiate, le piene, le frane, la rotta del fiume Idice, del torrente Quaderna, del Savena Abbandonato, di numerosi canali di bonifica e altri dissesti, compresi i conseguenti gravi danni al patrimonio pubblico e privato, alle attività produttive, all’agricoltura e agli operatori del turismo costiero, che si sono verificati nella nostra regione dal 2 novembre scorso.

La prima stima dei danni indicata nella richiesta sarà affinata nei prossimi giorni, visto che la ricognizione prosegue e che per oggi la Protezione civile regionale ha diramato una nuova allerta rossa per il transito della piena del fiume Po e gialla per il rischio di frane nelle vallate parmensi e piacentine e per le mareggiate sul litorale ferrarese.

Gli interventi in emergenza. Dal 2 al 20 novembre sono state diramate 17 allerte: 4 di livello rosso, 5 arancione e 8 giallo per criticità idraulica, idrogeologica, per temporali, vento, neve, stato del mare e criticità costiera.

Le allerte, i superamenti di soglia idrometrica e i documenti di monitoraggio sono stati comunicati al sistema di protezione civile attraverso l’invio di circa 48.000 sms. I centri operativi hanno lavorato 24 ore su 24 per gestire e fronteggiare le situazioni critiche, in coordinamento con le Prefetture, i Comuni, il Volontariato di Protezione civile, i Vigili del Fuoco (che hanno effettuato circa 800 interventi), le squadre dell’esercito (a supporto del monitoraggio degli argini dei fiumi interessati dalle piene) e i Consorzi di bonifica.

Sul territorio.Maltempo nel bolognese, novembre 2019, protezione civilePer fronteggiare le emergenze, l’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la protezione civile ha messo in campo 450 squadre di organizzazioni di volontariato.

Nelle aree di pianura, da inizio mese al 19, il totale delle piogge registrate è risultato il doppio del valore climatologico dell’intero mese di novembre, mettendo sotto stress il sistema del reticolo secondario e consortile. Precipitazioni intense hanno riguardato tutta la regione e hanno generato eventi di piena fluviale ravvicinati. I bacini di maggiori dimensioni interessati sono stati quelli del Secchia, Panaro e Reno con numerose criticità, fino alle rotture arginali dell’Idice nel Comune di Budrio e del Quaderna a Medicina e all’esondazione del Savena Abbandonato a Baricella, che hanno portato all’evacuazione di circa 220 persone e provocato danni alla linea ferroviaria Bologna-Portomaggiore.

Nei territori collinari e montani si sono verificate frane e smottamenti soprattutto nel modenese mentre la costa è stata interessata da livelli molto alti di marea e da mareggiate che hanno prodotto danni a infrastrutture e difese costiere.