Reggio, per la Casa di comunità di Ospizio un milione d’affitto. Aragona: “Cifra monstre”

Casa della comunità Reggio Emilia Est Ospizio rendering – CCN

La risposta dell’assessore regionale alla salute Massimo Fabi all’interrogazione presentata dal consigliere regionale reggiano di Fratelli d’Italia Alessandro Aragona apre un nuovo fronte – stavolta economico – nella polemica sulla nuova Casa della comunità Reggio Est, che sorgerà nell’area del cosiddetto “bosco di Ospizio”.

L’immobile, di circa 1.400 metri quadrati, sarà edificato proprio da Conad Centro Nord (assieme al nuovo supermercato previsto nell’area in questione) per poi essere affittato all’Ausl reggiana per un costo di oltre 900.000 euro in sei anni.

Aragona non è affatto convinto che la strada scelta sia stata quella più efficiente: “L’Ausl spenderà quasi un milione di euro in sei anni solo di affitto dello stabile a Conad. Ciò avviene in un momento di estrema sofferenza per i bilanci sanitari regionali, già in rosso e solo parzialmente migliorati dal gravoso aumento dei ticket sanitari per i cittadini emiliani. Una regione, peraltro, in cui ci sono tuttora a bilancio oltre 60 milioni di euro di ticket sanitari non riscossi, di cui 8 milioni solo nella provincia di Reggio”.

E anche una volta terminato l’affitto, si chiede Aragona, “quali saranno le condizioni di rinnovo? Quale sarà il costo effettivo a regime di una struttura la cui progettualità è ancora da definirsi e le tempistiche sono dilatate nel tempo?”.

Dalla risposta dell’assessore Fabi, infatti, emerge che la struttura rimarrà di proprietà di Conad e che la conclusione dei lavori è prevista soltanto nel secondo semestre del 2028: “Le amministrazioni pubbliche, peraltro, possiedono diversi immobili nella vicina zona di San Lazzaro, dove sorge una struttura regionale per la salute e il campus universitario”, ricorda Aragona; oltre a questo, “restano le perplessità espresse dai medici di medicina generale sul loro coinvolgimento nella progettazione e nell’organizzazione dei servizi”.

“Non contestiamo la necessità di rafforzare la sanità territoriale, ma pretendiamo trasparenza sull’utilizzo del denaro pubblico”, conclude il consigliere regionale reggiano: “Era davvero la scelta migliore che si potesse fare? I cittadini hanno diritto di conoscere le ragioni di questa operazione e le alternative considerate. Il sindaco Massari, la giunta e l’Ausl chiariscano se si tratti davvero della soluzione più conveniente e come intendano coinvolgere concretamente i medici del territorio”.



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