Le cinque organizzazioni ebraiche nordamericane che hanno contestato pubblicamente la gestione del caso Reggio Children, giudicando insufficienti le spiegazioni del sindaco Massari e chiedendo scuse inequivocabili e interventi concreti, secondo Fratelli d’Italia rappresentano “una presa di posizione durissima che conferma la gravità della crisi d’immagine internazionale in cui è precipitata Reggio Emilia”, eppure “Massari e il Pd sembrano ancora incapaci di comprenderne la portata”.
Il problema, spiega il capogruppo meloniano in consiglio comunale Cristian Paglialonga, “non è più soltanto ciò che è accaduto, ma l’ostinazione con cui questa amministrazione continua a sottrarsi alle proprie responsabilità, compromettendo il prestigio della nostra città”.
Il sindaco Massari “è ormai prigioniero delle proprie contraddizioni. Prima le rassicurazioni, poi le smentite, quindi le ammissioni e infine le scuse. Ma ogni tentativo di chiudere la vicenda viene seguito da nuovi elementi che mettono in discussione la sua ricostruzione. Il sindaco deve spiegare cosa sapeva, da quando ne era a conoscenza e perché abbia fornito in consiglio comunale dichiarazioni che, alla luce delle registrazioni audio emerse, risultano quantomeno contraddittorie. Un sindaco che ha giurato di osservare lealmente la Costituzione ha il dovere di riferire con verità e trasparenza al consiglio. Qui sono in gioco la credibilità e il rispetto delle istituzioni”.
Ancora più sconcertante, per Paglialonga, “è l’atteggiamento di un Pd reggiano politicamente complice, che, resosi conto della gravità del danno d’immagine subìto dalla città, ha affidato a un comunicato di circostanza il tentativo di prendere le distanze dalla vicenda, senza però mettere realmente in discussione il sindaco. Una dissociazione credibile richiederebbe una presa di distanza netta, pubblica e senza ambiguità, non certo nuovi equilibri di potere o, peggio, un posto in giunta, come si vocifera in questi giorni. Indiscrezioni tutte da verificare, ma che sollevano una domanda: il Pd intende difendere i princìpi che proclama oppure gli equilibri politici della maggioranza? Accoglienza, inclusione e lotta alle discriminazioni valgono soltanto finché non mettono in discussione le poltrone?”.
“Il prestigio internazionale di Reggio Children, costruito in decenni di lavoro, non può essere sacrificato sull’altare della convenienza politica di Massari e del Pd”, prosegue il capogruppo reggiano di Fratelli d’Italia: “Dichiarare chiusa la vicenda senza aver chiarito le responsabilità appare come un maldestro tentativo di insabbiamento. Chi ha deciso di richiedere il documento aggiuntivo? Chi ne era informato? Quali verifiche sono state effettuate sui profili degli educatori? Le domande restano senza risposta e abbiamo la netta impressione che di questo iceberg sia emersa soltanto la punta”.
Massari e il Pd, conclude Paglialonga, “possono illudersi di mettere la parola ‘fine’ al caso, ma una vicenda non si chiude per decisione di chi è chiamato a risponderne: si chiude quando tutte le responsabilità sono state chiarite. La città aperta si difende prima che gli ospiti rinuncino a venire, non dopo. Reggio merita trasparenza, responsabilità e il coraggio di riconoscere gli errori, anche quando riguardano chi governa. La credibilità internazionale della nostra città viene prima della sopravvivenza politica di qualsiasi sindaco e di qualsiasi maggioranza”.






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