Assemblea Bosco Ospizio: “È ecocidio, giunta Massari complice”. Venerdì corteo a Reggio

ruspa ditta Benassi srl in azione Bosco Ospizio Reggio Emilia – ABO

Nei giorni scorsi il Consiglio di Stato ha accolto l’appello cautelare presentato da un gruppo di cittadini e da Legambiente Reggio Emilia, sospendendo l’efficacia dei provvedimenti impugnati limitatamente all’abbattimento di ulteriori alberi nell’area del cosiddetto “bosco di Ospizio” di Reggio e disponendo la trasmissione del provvedimento al Tar, affinché venga fissata con priorità l’udienza di merito.

Per l’Assemblea Bosco Ospizio, il comitato di persone che si oppongono al programma di rigenerazione urbana Pru Ospizio, il Consiglio di Stato “ha accolto il nostro appello ribadendo un concetto semplice: bisogna procedere con buon senso. E quando ci sono dubbi su illeciti amministrativi di un progetto che prevede di tagliare alberi adulti e distruggere un sottobosco ricco di fauna e biodiversità, il buon senso dice che gli alberi non vanno tagliati, e che conservare le fattezze di un bosco urbano fino alla fine di un iter giudiziario è l’unica scelta possibile”.

Conad Centro Nord e la sua ditta esecutrice dei lavori, la Benassi srl, invece, “non hanno agito secondo buon senso”, accusa ora l’Assemblea: “La foga e la rapidità con cui hanno distrutto alberi e trinciato arbusti ha mostrato la volontà precisa di procedere al completo abbattimento del bosco, così da neutralizzare sul nascere il confronto e qualsiasi possibilità di appello”.

“Pur sapendo dell’udienza pendente, le ruspe sono entrate all’alba esattamente una settimana prima della data della sentenza. Pur di tenere nascosto l’avvio dei lavori, non sono stati neppure avvisati personale e famiglie della scuola dell’infanzia La Villetta, non sono stati apposti i regolari cartelli di comunicazione di inizio cantiere, non è stata transennata l’area sulla strada adiacente i lavori. Il totale abbattimento degli alberi già al primo giorno, e l’installazione di nuove pannellature a impedire il controllo visivo di ciò che realmente avviene all’interno dell’area, ci indicano quanto timore ci fosse di questa sentenza e quanta poca trasparenza ci sia su ciò che Conad Centro Nord sta portando avanti dietro quei pannelli”.

Attivisti e attiviste dell'Assemblea Bosco Ospizio controllano lo stato dei lavori nel cantiere

Attivisti e attiviste dell’Assemblea Bosco Ospizio controllano lo stato dei lavori nel cantiere

Per l’Assemblea Bosco Ospizio, però, anche l’amministrazione comunale “è complice di questo scempio: mai, nonostante le nostre numerose richieste, ha esercitato vera pressione sul soggetto attuatore, neppure per chiedere di attendere il parere del Consiglio di Stato prima dell’inizio dei lavori. Il suo ruolo è purtroppo stato chiaro fin dall’inizio di questa vertenza: dalla firma sui permessi apposta tre giorni prima della discussione della mozione popolare nel 2025, al silenzio sull’uso spropositato di forze dell’ordine e delle misure repressive messe in atto dalla Questura in queste ultime settimane di protesta pacifica e nonviolenta”.

Silenzio che, per gli attivisti e le attiviste, “è stato interrotto solamente dalla voce di alcuni esponenti della giunta, che lamentano sui giornali di essere vittime di offese e calunnie, sentendosi additati come ‘capri espiatori’ della distruzione del Bosco Ospizio. L’Assemblea del Bosco parla solo dai suoi canali ufficiali e nelle occasioni pubbliche, dove ha sempre rifuggito metodi e toni impropri e attacchi personali: non accetta quindi di essere responsabilizzata per opinioni di singoli sui social media da chi tenta di sviare l’attenzione dalle proprie responsabilità politiche”.

Per l’Assemblea Bosco Ospizio la sentenza del Consiglio di Stato significa anche altro: “Che quegli alberi avevano una dignità, avevano un valore e meritavano di essere risparmiati. Questo documento ci conferma quello che già sapevamo: quanto iniziato il 30 settembre scorso non è stato solo mancato buon senso, è stato un ecocidio, per di più svolto in area urbana che sarà, quindi, sempre più esposta a temperature estive micidiali”.

Il Consiglio di Stato ha invitato il tribunale amministrativo regionale a esprimersi rapidamente nel merito del progetto, con un pronunciamento previsto per il prossimo febbraio: “Fino a quel momento chiediamo con forza che non un granello di sabbia, non una goccia di cemento sia versata su questo suolo”, pretende Assemblea Bosco Ospizio.

Che poi rilancia: “Aver tagliato il bosco, aver scelto la strada della repressione, prima con i fogli di via a quattro attivisti e ora con la rimozione forzata del presidio, non ci fermerà. Continua il boicottaggio di Conad su scala nazionale, continuano le mobilitazioni, a partire da un corteo cittadino in occasione dello Sciopero per il clima di venerdì 16 ottobre, nei futuri luoghi a rischio cementificazione della città: per dire che c’eravamo, ci siamo, ci saremo dove la coscienza ambientale impone di essere”.



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