I partiti Verdi-Europa Verde, Sinistra Italiana, Rec e Possibile di Reggio Emilia, assieme ad Alleanza Verdi e Sinistra Emilia-Romagna, hanno denunciato un’ondata di odio social contro l’assessora alle politiche per il clima e alla mobilità sostenibile del Comune di Reggio Emilia Carlotta Bonvicini relativa alla vicenda del bosco di Ospizio.
“La risonanza della vertenza del Bosco Ospizio”, ricordano le formazioni politiche di sinistra, “ha da tempo superato i confini cittadini e, grazie allo sforzo dei promotori e alla situazione climatica, sta avendo un richiamo nazionale. Questo, oltre a portare solidarietà, ha portato a conclusioni parziali e offese anche di carattere personale alla nostra assessora Carlotta Bonvicini”.
“Vedere quello che sta succedendo a Bosco Ospizio fa male anche a noi”, prosegue la nota congiunta: “La rabbia la capiamo, perché noi stessi abbiamo preso posizione perché pensiamo che non sia più il tempo per questo tipo di progetti. C’è però un limite da non travalicare anche quando si è arrabbiati. Troviamo gravi, ingiuste e quindi inaccettabili le parole rivolte all’assessora Bonvicini, indicata pubblicamente come una delle ‘principali artefici della strage’. La critica politica non giustifica la gogna personale né soprattutto la mistificazione dei fatti”.
L’analisi dell’operato dell’assessora, secondo Verdi-Europa Verde, Sinistra Italiana, Rec e Possibile, “è un atto legittimo e doveroso e bisogna avere l’onestà di raccontare i fatti per come sono realmente accaduti”: i partiti, a tal proposito, ricordano che l’ultimo passaggio formale di approvazione del progetto arrivò in giunta a maggio del 2024, “e l’assessora Bonvicini non partecipò al voto, così come prese posizione contraria al progetto, dentro e fuori le istituzioni, in modo esplicito al momento della firma della convenzione”.
Allo stesso modo “i Verdi, in consiglio comunale a Reggio, con Verdi e Possibile, e in Regione con Avs, hanno sostenuto la mozione popolare che chiedeva di non firmare la convenzione con Conad, distinguendosi dal resto della maggioranza. Avevamo chiesto, durante il dibattito pubblico, una vera rigenerazione urbana, spostando i servizi pubblici nell’area del San Lazzaro, dall’altra parte della via Emilia. Abbiamo chiesto alternative, meno pavimentazioni, lo stop ai lavori e il ritiro delle denunce contro gli attivisti”.
A settembre, poi, “insieme al Movimento 5 Stelle abbiamo presentato richieste di tutela ambientale, monitoraggio indipendente e garanzia del diritto a manifestare. Abbiamo rimarcato, anche con la presenza della nostra europarlamentare Cristina Guarda al presidio, che senza leggi europee e nazionali l’emergenza climatica non può essere affrontata”.
Insomma: “Crediamo che la nostra presenza sia stata importante nel dibattito interno, seppur non sufficiente a ottenere tutti i risultati auspicati”, sostengono Verdi-Europa Verde, Sinistra Italiana, Rec e Possibile.
Detto questo, “non ci sottraiamo alle responsabilità di essere parte di una maggioranza, che significa anche spesso scontrarsi e cercare una sintesi anche quando le sensibilità sono diverse. Ma pensiamo che la maggioranza di centrosinistra con cui condividiamo questo mandato dovrà prendere atto di non aver compreso, e questo è evidente, la portata della mobilitazione che ha accompagnato questi mesi di protesta, che appartiene a tutta la città”. In conclusione, “è giusto incalzarci, pretendere di più e criticare le nostre scelte: ma non accetteremo che si cancelli la realtà per screditare chi porta queste battaglie nelle istituzioni”.






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