Reggio, ai chiostri di San Pietro arriva lo sguardo di Crewdson: ecco “Eveningside”

Gregory Crewdson – Starkfield Lane, An Eclipse of Moths, 2018-2019 © Gregory Crewdson – FPM

Dal 10 ottobre al 17 gennaio 2027 i chiostri di San Pietro di Reggio Emilia ospitano “Gregory Crewdson. Eveningside“, un’imponente personale dedicata all’opera del celebre fotografo statunitense.

Curata da Jean-Charles Vergne e realizzata in collaborazione con Gallerie d’Italia di Intesa Sanpaolo, la mostra riunisce in un unico percorso narrativo la trilogia fotografica a cui l’artista ha lavorato nell’arco di un intero decennio: un percorso visivo che comprende le serie “Cathedral of the Pines” (2012-2014), “An Eclipse of Moths” (2018-2019) e la più recente “Eveningside”, offrendo una panoramica completa sulla maturità espressiva di uno dei maestri della fotografia contemporanea.

Nato da una committenza originale delle Gallerie dell’Italia – Torino nell’ottobre del 2022, il progetto ha intrapreso negli anni un articolato itinerario internazionale, approdando ora a Reggio per la sua sesta tappa europea.

Il percorso espositivo si concentra sul decennio 2012-2022, particolarmente significativo della ricerca di Crewdson, in cui attraverso le tre serie che compongono la trilogia si mette in luce il progressivo intreccio tra dimensione intima, riflessione politica e osservazione della società.

L’universo visivo di Crewdson occupa uno spazio singolare tra fotografia, cinema e pittura. Le sue immagini, infatti, sono interamente costruite: luoghi, set, oggetti, figure e ogni elemento della scena vengono scelti e controllati con estrema precisione, fino a creare all’interno dell’inquadratura un mondo autonomo. La luce ha un ruolo centrale in questo processo: studiata e costruita con attenzione quasi cinematografica, definisce gli spazi, isola le figure e contribuisce a creare quell’atmosfera sospesa e straniante che rende immediatamente riconoscibili le sue immagini.

Gregory Crewdson, The Shed, Cathedral of the Pines, 2014 © Gregory Crewdson

GREGORY CREWDSON, The Shed, Cathedral of the Pines, 2014, Stampa digitale ai pigmenti, © Gregory Crewdson

Eppure, dietro questa costruzione, rimangono i luoghi reali, in particolare quelli delle piccole città del Massachusetts occidentale, che diventano protagonisti tanto quanto le figure che li abitano. Strade, case, foreste, parcheggi, negozi e aree industriali si trasformano in scenari sospesi, simili a fotogrammi di film inesistenti, nei quali non è mai del tutto chiaro cosa sia accaduto prima o cosa accadrà dopo.

La trilogia permette di seguire l’evoluzione di questo universo visivo e concettuale. La serie “Cathedral of the Pines”, realizzata a Becket, il luogo dell’infanzia dell’artista, rappresenta il momento più intimo della ricerca, concentrato sulla famiglia, sulla memoria e sull’idea di rifugio. Con “An Eclipse of Moths”, realizzata a Pittsfield, la dimensione si amplia e il paesaggio segnato dal declino industriale diventa il ritratto di una società frammentata. In “Eveningside”, infine, Crewdson porta lo sguardo verso la vita quotidiana e i luoghi di lavoro, interrogandosi sul modo in cui le persone convivono e costruiscono una società.

L’elemento di particolare interesse della mostra risiede nella possibilità di seguire l’evoluzione formale e concettuale della ricerca di Crewdson. Se nelle prime due serie della trilogia l’artista statunitense esplora paesaggi boschivi, radure isolate e ampi scenari post-industriali, attraversati da solitudine e mistero, “Eveningside” segna uno scarto significativo. Alle foreste remote e quasi perturbanti di “Cathedral of the Pines” e ai vasti paesaggi segnati dal declino industriale di “An Eclipse of Moths” si sostituisce una maggiore prossimità alla vita quotidiana: il punto di osservazione si avvicina alle persone e ai luoghi di lavoro, agli ambienti commerciali e agli spazi ordinari della città. La trilogia può così essere letta come un percorso che dall’intimità passa attraverso la politica e approda alla dimensione sociale, senza che queste tre dimensioni smettano mai di intrecciarsi.

Un elemento centrale del progetto è la possibilità di riconoscere, attraverso il percorso espositivo, una rete di echi che attraversa le fotografie. Gli stessi luoghi, le persone, gli oggetti, le automobili, le case, le finestre e i giochi di luce ritornano da un’immagine all’altra e talvolta da una serie alla successiva. Queste ripetizioni rendono visibile un tema fondamentale della ricerca di Crewdson: il tempo. Se ogni fotografia appare inizialmente immobile e congelata, l’accostamento delle immagini rivela una durata: i bambini crescono, gli adulti invecchiano, i luoghi cambiano lentamente. La mostra invita così lo spettatore non soltanto a confrontarsi con la forza delle singole fotografie, ma a cogliere le connessioni che si sviluppano tra esse.

Nel loro insieme, le tre serie raccontano dunque l’evoluzione di un universo estremamente coerente, nel quale bellezza e inquietudine convivono e dove dimensione personale, fragilità individuale e trasformazioni della società si riflettono continuamente l’una nell’altra. Un mondo così riconoscibile da poter essere definito, nelle parole del curatore, “crewdsoniano”: un nuovo modo di guardare la realtà.

A completare il percorso espositivo sarà la proiezione di “Making Eveningside”, il film che documenta la complessa macchina produttiva che precede la realizzazione delle fotografie di Crewdson. Il documentario permette di entrare nel dietro le quinte della serie e di comprendere quanto ogni immagine sia il risultato di un processo corale e meticolosamente costruito: dalla scelta dei luoghi alla trasformazione dei set, dalla disposizione degli oggetti alla costruzione della luce, fino alla presenza della troupe e alla fase finale di post-produzione. Un’occasione per vedere da vicino ciò che nelle fotografie rimane invisibile e per comprendere come Crewdson riesca a trasformare luoghi ordinari in immagini di straordinaria intensità.

La mostra “Gregory Crewdson. Eveningside” è aperta il giovedì dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19, il venerdì, il sabato e la domenica dalle 10 alle 19. Aperture extra: 24 novembre, 7 e 8 dicembre, dal 26 al 30 dicembre dalle 10 alle 19; il primo gennaio dalle 15 alle 19; dal 2 al 6 gennaio dalle 10 alle 19.



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