C’è un importante aggiornamento nella vicenda del cosiddetto “bosco di Ospizio” di Reggio Emilia: il Consiglio di Stato, infatti, ha accolto l’appello cautelare presentato da un gruppo di cittadini e da Legambiente Reggio Emilia, sospendendo l’efficacia dei provvedimenti impugnati limitatamente all’abbattimento di ulteriori alberi nell’area verde di via Emilia Ospizio.
Con l’ordinanza dell’8 ottobre, il Consiglio di Stato ha inoltre disposto la trasmissione del provvedimento al Tar affinché venga fissata con priorità l’udienza di merito.
La decisione arriva dopo il rigetto della richiesta di sospensiva da parte del Tar di Parma e un precedente diniego adottato in via monocratica dal presidente della Quarta sezione del Consiglio di Stato: una pronuncia che, secondo Nldc Animal Protection, intervenuta ad adiuvandum nel giudizio davanti al Consiglio di Stato, “consente ora di fermare il taglio di altri alberi in attesa degli ulteriori approfondimenti sulla vicenda”.
Il nodo, però, sta proprio nella parola “altri”: secondo Conad Centro Nord, infatti, il progetto non prevede l’abbattimento di ulteriori alberi oltre a quelli già abbattuti nei giorni scorsi, ma al contrario è prevista la piantumazione di nuovi alberi (371, secondo la cooperativa) al posto di quelli abbattuti (un centinaio). L’ordinanza del Consiglio di Stato, dunque, cambia poco, se non nulla.
Il fatto che si parli di sospensione dell’efficacia dei provvedimenti impugnati “limitatamente all’abbattimento di ulteriori alberi”, inoltre, non incide sugli altri interventi previsti nell’area di circa 45.000 metri quadrati interessata dal programma di rigenerazione urbana Pru Ospizio: da una parte il nuovo supermercato Conad, ovviamente, più gli altri negozi di vicinato e le attività di servizio e terziarie; dall’altra, invece, una Casa della comunità, una biblioteca di quartiere, un polo territoriale e servizi sociosanitari.






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