Caso scuole ebraiche, Fratelli d’Italia: “Il Pd è ostaggio delle sue ali più estremiste”

Alessandro Aragona consigliere Fratelli d’Italia Reggio Emilia – FBAA

La decisione della delegazione di insegnanti, educatori ed educatrici proveniente da alcune scuole ebraiche statunitensi di rimandare il previsto viaggio a Reggio Emilia, dove dal 12 al 16 ottobre avrebbero dovuto partecipare a un percorso di studio alla scoperta del Reggio Emilia Approach, “è una bruttissima pagina per la nostra città”, commenta con amarezza Fratelli d’Italia.

Per il segretario provinciale reggiano e consigliere regionale del partito Alessandro Aragona e per la vicecapogruppo in consiglio comunale Letizia Davoli questo “è il risultato politico di un clima tossico di cui il Partito Democratico porta la responsabilità piena, qualunque distinzione di comodo provi a tirare fuori adesso”.

“Alle dichiarazioni di Massimo Gazza, segretario provinciale del Pd, che volevano spegnere la polemica aprendo la strada all’intera delegazione, hanno risposto i fatti”, secondo Aragona: “E i fatti dicono che mentre Gazza distingueva, la Cgil di Reggio e Rec andavano nella direzione opposta con slogan antisemiti e l’accusa di pedagogia militare sionista. Il risultato, oggi, smaschera la doppiezza del Pd: Reggio ha un problema con l’antisemitismo, e la rinuncia americana è la risposta alle domande di chiarimenti che il Pd non ha il coraggio di dare”.

“Ormai il Pd reggiano dice tutto e il contrario di tutto”, sostiene Davoli, “a seconda dell’ala che in quel momento gli tiene il microfono. La frase moderata per i giornali, la pratica radicale per non perdere il pezzo di campo che porta numeri nelle urne e nelle piazze. Un partito in ostaggio. E quando subisce gli estremismi, a pagare sono la reputazione internazionale della città e la libertà di chi arriva a studiare”.

Il gruppo consiliare reggiano di Fratelli d’Italia è molto critico anche sulla Carta “Per una educazione democratica e partecipata”, appena presentata alla città da Reggio Children: “Non si può fingere che sia un testo neutro di pedagogia: verrà usata come filtro d’ingresso, per dividere gli amici dai nemici, sottoponendo l’arrivo delle delegazioni a un giuramento politico sul governo del proprio Stato, diventando un lasciapassare ideologico”.

Per Aragona e Davoli, insomma, “il Pd reggiano ha trasformato un’eccellenza educativa mondiale in una prova di fedeltà politica, rivendicando a parole la distinzione tra Stati e cittadini, ma senza mai condannare chi quella distinzione l’ha calpestata: la Cgil, la piazza antisionista, la lista amica. Il Pd scelga, una volta per tutte, se le frasi di Gazza valgono anche il giorno dopo, o se servono solo a coprire la resa agli estremismi antidemocratici che in questa città decidono chi può entrare in una scuola e chi no”.



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