Bagni “gender free” in municipio, aggiunta di una terza identità di genere sui questionari (grazie alla casella “altro”, oltre alla tradizionale opzione maschio/femmina), adozione di un linguaggio inclusivo e possibilità per i lavoratori degli enti aderenti di utilizzare l’alias in caso di fase di transizione sessuale: sono questi gli impegni assunti tramite un protocollo firmato a Reggio per contrastare le discriminazioni verso gli orientamenti sessuali Lgbti (lesbiche, gay, bisessuali, transessuali e intersessuali).
Per i promotori si tratta del primo protocollo del genere in Italia, siglato – alla presenza dell’assessore alle pari opportunità della Regione Emilia-Romagna Emma Petitti – da diversi enti istituzionali, tra cui il Comune di Reggio, l’Ausl di Reggio e l’Università di Modena e Reggio Emilia.






Ultimi commenti
Una condivisibile deduzione del segretario Massimo Gazza. A scuola si impara davvero a fare la pace e tutti i bambini devono partecipare per capire e
Questa sinistra, questo partito, questo sindacato, quest'assessore, questi attivisti si confermano ancora una volta drammaticamente ed ottusamente dalla parte sbagliata della storia. Predicano malissimo e […]
Gentile Mario, non considerò tabù " la scelta italiana e facoltativa, cioè deputata alla libera scelta educativa della famiglia, quella degli 8 paesi europei che […]
Gentile Gabriele, condivido quando dice: "La terza media è il momento giusto per parlare di affettività-sessualità (il trattino lega i due concetti e ne fa […]
per Mario: gentilissimo, quando afferma "forse perché il Nostro ritiene più educativo che questi argomenti vengano spiegati a bambini di 5 anni da un maschio […]