Cadavere trovato nei boschi di Genova, attesa per i risultati del test del dna

Kante Jean Amadou Dia – AN

Arriveranno nei prossimi giorni i risultati della comparazione tra il dna del cadavere di una persona non ancora identificata ritrovato il 9 settembre scorso in un bosco a Ronco Scrivia, nel territorio comunale di Genova, e i campioni biologici prelevati ai parenti di Kante Jean Amadou Dia, l’operaio senegalese di 22 anni di cui si sono perse le tracce alla fine di maggio tra Reggio Emilia e Piacenza.

Il corpo dello sconosciuto, scoperto da un cercatore di funghi, secondo le stime era in quel punto probabilmente da almeno un mese, forse due. Accanto al cadavere è stato ritrovato uno zaino con bottiglie di superalcolici, confezioni di psicofarmaci e un telefono cellulare, il cui contenuto è ora al vaglio degli inquirenti.

Una delle ipotesi è che il decesso possa essere sopraggiunto per un’overdose di medicinali, ma le indagini sono in pieno svolgimento e al momento nessuna pista viene esclusa – anche se non ci sarebbero elementi che facciano pensare a un morte violenta.

L’ultimo contatto tra il giovane scomparso (che aveva annunciato di volersi trasferire a Piacenza per motivi di lavoro) e la famiglia, residente a Reggio, risale al 31 maggio: da quel momento il telefono del ventiduenne, che in passato era stato anche seguito dal centro di salute mentale di Reggio, è risultato sempre irraggiungibile.

La denuncia di scomparsa, però, risale solo all’inizio di luglio: “Il ragazzo non viveva più in famiglia”, spiega l’avvocata Barbara Iannuccelli dell’associazione Penelope, che assiste i familiari del ventiduenne, “e loro non si sono subito allarmati. Pensavano si stesse ambientando nella nuova città e non volevano pressarlo”.



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