Assemblea Bosco Ospizio insiste: “Un bosco di comunità al posto del supermercato”

Assemblea Bosco Ospizio presidio Reggio Emilia – FBABO

Se da una parte l’intenzione di Conad Centro Nord di procedere con il Programma di riqualificazione urbana (Pru) dell’area ex Ospizio a Reggio Emilia sembra ormai definitiva, dall’altra l’Assemblea Bosco Ospizio insiste con la sua proposta: niente supermercato, ma trasformare il cosiddetto “bosco di Ospizio” in un bosco urbano di comunità.

È questa la proposta alternativa presentata da una delegazione dell’assemblea prima all’amministrazione comunale e poi direttamente a Conad Centro Nord durante l’incontro dello scorso 28 agosto in municipio.

Ma cosa significa, nel concreto? “La nostra è un’idea progettuale, non un progetto fatto e finito”, spiega l’Assemblea Bosco Ospizio: “Questo perché, coerentemente con il nostro percorso assembleare, non stiamo imponendo delle scelte immodificabili, ma crediamo che la partecipazione degli abitanti dovrebbe iniziare ben prima della progettazione definitiva”.

Più nel dettaglio, “la nostra proposta vede l’area trasformata in un bosco urbano di comunità, valorizzata attraverso Nature Based Solutions (Nbs), un approccio che riconosca nei processi naturali una vera e propria infrastruttura per la rigenerazione del territorio, e capace di assolvere a quattro funzioni principali: 1) natura, con la conservazione della vegetazione spontanea, biodiversità, suolo e servizi ecosistemici; 2) fruizione, con percorsi pedonali, luoghi di sosta, accessibilità e sicurezza; 3) educazione, con attività per scuole, bambini, cittadini e associazioni; 4) comunità, con la partecipazione degli abitanti a iniziative di cura e conoscenza del bosco”.

La proposta progettuale, prosegue l’Assemblea, si snoderebbe lungo quattro fasi principali: “Una prima fase di conoscenza approfondita dello stato attuale del Bosco Ospizio, in cui sarà indispensabile uno studio ecologico, paesaggistico e di fruibilità affidato a professionisti qualificati. Una seconda fase di articolazione in ambiti del bosco, che rispecchi le quattro funzioni principali. Una terza fase di fruizione da parte della comunità, in cui non tutte le aree saranno accessibili allo stesso modo. Infine, un’ulteriore fase di studio e ricerca orientata a considerare il bosco come una vera infrastruttura verde, di cui studiare in maniera approfondita i servizi ecosistemici forniti”.

La gestione del nuovo bosco urbano di comunità, secondo l’Assemblea Bosco Ospizio,  dovrebbe essere affidata a un Comitato per il Bosco Ospizio, “che proponiamo composto almeno dal Comune di Reggio Emilia, dalla proprietà dell’area, dall’Università di Modena e Reggio Emilia, da associazioni ambientaliste del territorio, da rappresentanti del quartiere e da uno o più tecnici forestali”.

A proposito della proprietà dell’area, sono state illustrate diverse opzioni: la più immediata, secondo l’Assemblea, “è che Conad Centro Nord resti il proprietario e avalli il progetto come un investimento in responsabilità ambientale e sociale: un’occasione unica di rendere finalmente concreti i numerosi proclami green e di sostenibilità presenti nei bilanci di impatto sociale della cooperativa”.

“Non ci dimentichiamo, ovviamente, di quei servizi al quartiere spesso utilizzati come argomento a favore della controparte. Fin dal gennaio 2025 proponiamo alternative reali di collocazione della Casa della comunità in edifici dell’area San Lazzaro già di proprietà di Ausl, con la quale cerchiamo da tempo un’interlocuzione e che sollecitiamo ad ascoltare le istanze dei medici di medicina generale. In tali stabili troverebbe facilmente posto anche la biblioteca, in un ipotetico ponte tra il quartiere e il nuovo campus universitario”.



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