“Bambolina”, “oca giuliva”, “QI inferiore a un righello” , “ochetta”, “giornalaia”, “arrivista politica”, “zecca rossa”, “merda”: sono solo alcuni degli insulti (ma ce ne sono anche di ben più gravi e irripetibili) contro l’assessora comunale reggiana Stefania Bondavalli apparsi sulla pagina Facebook della lista Reggio Civica, rappresentata in consiglio comunale dai consiglieri Giovanni Tarquini e Carmine Migale.
Gli insulti sono stati pubblicati da diversi utenti come commenti sotto un post di Reggio Civica dal titolo “La bella smemorata nel bosco”, dedicato proprio all’assessora Bondavalli, senza che questi commenti – nonostante la presenza di sgradevolissime allusioni e di vere e proprie volgarità – venissero moderati o cancellati dagli amministratori della pagina.
Dopo un giorno di gogna social, sulla vicenda è intervenuta la diretta interessata, che nel frattempo ha incassato la solidarietà del sindaco Massari e dei colleghi e delle colleghe di giunta: “La critica politica, anche aspra, fa parte della democrazia e chi ricopre un incarico pubblico ha il dovere di accettarla. Gli insulti personali, le allusioni sessuali, le insinuazioni sulla dignità di una donna e le espressioni gratuitamente offensive non hanno invece nulla a che vedere con il confronto politico”, contesta giustamente Bondavalli.
“Non intendo replicare agli insulti, né corrispondere a una vicenda che è discesa sul piano personale, con medesimo becero registro”, aggiunge l’assessora: “Darò mandato al mio legale di esaminare i commenti pubblicati e di procedere nelle sedi opportune nei confronti degli autori delle espressioni che saranno ritenute lesive della mia dignità e reputazione”.
Per Bondavalli, però, oltre a questo “resta poi una questione politica. Un conto è contestare un assessore per le idee che esprime e per il suo operato. Altro è costruire una comunicazione volutamente fondata sull’irrisione personale e lasciare che il dibattito seguente scivoli verso insulti, volgarità e insinuazioni sessiste. Chi rappresenta i cittadini ha una responsabilità anche nel linguaggio che sceglie e sul clima che ne può derivare”.
Per questo, conclude l’assessora, “chiedo a Giovanni Tarquini, che oltre a essere consigliere comunale è anche un avvocato, se ritenga accettabile che uno spazio pubblico riconducibile alla propria forza politica diventi il luogo per questo genere di commenti. Il fango gratuito, di carattere personale, sull’avversario politico, è la negazione della politica”.
Dopo la bufera social, la stessa Reggio Civica ha pubblicato un nuovo post sulla sua pagina Facebook esprimendo “piena solidarietà e vicinanza all’assessore Stefania Bondavalli”. Al contempo, però, “respingiamo ogni contestazione e critica: il nostro primo ed unico obiettivo è sempre stato solo quello di esprimere un pensiero libero e ben lontano da insulti e aggressioni personali. Atteggiamenti che non ci appartengono in alcun modo”.
“Purtroppo”, si giustifica Reggio Civica, “il web è uno strumento che se da un lato offre grandi opportunità divulgative, dall’altro si presta ad essere ‘frequentato’ anche da soggetti privi di qualsiasi senso del limite e del rispetto per le persone; con i numeri che con ogni post oggi generiamo si tratta di percentuali infinitesimali che tempestivamente blocchiamo per non permettergli più di partecipare al nostro confronto politico. Da questi noi ci dissociamo in modo fermo e risoluto, riservando nei loro confronti ogni iniziativa di legge per la tutela sia nostra che di coloro che vengono resi oggetto di insulti, come detto, mai giustificabili”.
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