Auto sulla folla a Modena, il presidente Mattarella e la premier Meloni in visita alle persone ferite

Mattarella e Meloni ospedale Baggiovara con Luca Signorelli – RER:Q

Domenica 17 maggio il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni sono andati all’ospedale Baggiovara di Modena e all’ospedale Maggiore di Bologna per incontrare le persone ferite da Salim El Koudri, l’uomo di 31 anni che nel pomeriggio di sabato 16 maggio, al volante della sua auto lanciata a tutta velocità, ha falciato una quindicina di passanti in largo Porta Bologna, nel centro storico di Modena, ferendo otto persone (cinque donne e tre uomini) – alcune delle quali ricoverate ancora oggi in gravi condizioni.

 

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Mattarella e Meloni, che si sono intrattenuti anche con le famiglie delle persone coinvolte e con il personale sanitario, sono stati accolti del presidente della Regione Emilia-Romagna Michele de Pascale e dall’assessore regionale alle politiche per la salute Massimo Fabi.

Il presidente della Repubblica Mattarella visita un ferito all'ospedale di Baggiovara
“Quanto accaduto a Modena è di una gravità inaudita, una tragedia che ha sconvolto profondamente tutte e tutti noi, colpendo nel modo più duro la nostra comunità, travolta da una violenza improvvisa e devastante”, ha detto de Pascale: “In queste ore il nostro pensiero è rivolto prima di tutto alle persone ferite, alcune delle quali in condizioni gravissime, e ai loro familiari, che stanno vivendo momenti di enorme dolore e angoscia. Vogliamo ringraziare il presidente Mattarella e la presidente Meloni per la loro presenza congiunta a Modena e a Bologna e per la vicinanza dimostrata all’intera comunità emiliano-romagnola in un momento così doloroso, è un segnale importante di sostegno e unità nazionale”.

In questo momento, ha ricordato de Pascale, la priorità assoluta “è seguire l’evoluzione delle condizioni delle persone ricoverate e stare accanto alle famiglie”. La situazione clinica “resta molto delicata e il nostro pensiero è rivolto a coloro che si trovano ancora in prognosi riservata”.

“Vogliamo esprimere un ringraziamento profondo alle équipe mediche, al personale sanitario, al sistema dell’emergenza-urgenza, ai soccorritori e alle forze dell’ordine che stanno lavorando senza sosta per assistere i feriti e fare piena luce su quanto accaduto. Mentre medici, infermiere e infermieri sono impegnati a salvare vite umane, magistratura e investigatori stanno portando avanti tutte le attività necessarie per chiarire la matrice e le responsabilità di un fatto così grave, che non può essere in alcun modo sottovalutato. In questa fase serve grande rispetto per il loro lavoro”.

Di fronte a fatti come questo, ha aggiunto però il presidente della Regione, “servono anche equilibrio e senso di responsabilità. Ci sono momenti diversi che non vanno sovrapposti: oggi è il tempo della cura, della vicinanza ai feriti e alle famiglie, del lavoro della magistratura e delle forze dell’ordine, e dell’impegno delle istituzioni a tenere unita una comunità profondamente colpita e spaventata. Poi ci sarà il tempo delle riflessioni e delle valutazioni”.

Per quanto riguarda la Regione, “laddove fosse evidenziata una correlazione con problemi di salute mentale, nessuno può sottrarsi al dovere di interrogarsi su cosa si possa fare di più, a partire dall’assistenza e dalla presa in carico delle fragilità, ma senza scorciatoie, semplificazioni o strumentalizzazioni mentre ci sono ancora persone ricoverate in condizioni gravissime. Credo che questa notte tanti modenesi, tanti emiliano-romagnoli, non abbiano dormito, abbiano avuto paura, siano turbati. E penso alle persone che ieri si trovavano nelle vicinanze e che hanno realizzato che avrebbero potuto essere coinvolte nell’episodio: hanno bisogno di vedere istituzioni capaci di prendersi cura della comunità”.

Il presidente de Pascale ha contattato telefonicamente le persone intervenute sabato pomeriggio per fermare l’aggressore. Nei prossimi giorni le incontrerà, insieme al sindaco di Modena Massimo Mezzetti, per ringraziarle personalmente: “In mezzo a una tragedia così drammatica, colpisce il coraggio delle persone che sono intervenute senza voltarsi dall’altra parte, mettendo a rischio la propria incolumità per aiutare gli altri e fermare il responsabile. È stato un gesto di straordinario senso civico e umanità, tutt’altro che scontato, che probabilmente ha evitato conseguenze ancora più gravi”.

Nelle prossime ore de Pascale incontrerà anche Maurizia Rebecchi, sindaca di Ravarino, la cittadina a una ventina di chilometri da Modena in cui risiede El Koudri, “per esprimere vicinanza a un territorio profondamente scosso da quanto accaduto”.



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