Quattro nuove dottoresse di ricerca per il PhD in Reggio Childhood Studies

nuove dottoresse 2026 PhD Reggio Childhood Studies – FRC

Lunedì 11 maggio al Centro Internazionale Loris Malaguzzi di Reggio Emilia quattro nuove dottoresse di ricerca hanno concluso, con la discussione della propria tesi, il PhD in Reggio Childhood Studies – From early childhood to lifelong learning, dottorato internazionale e interdisciplinare nato dalla collaborazione tra l’Università di Modena e Reggio Emilia (Dipartimento di Educazione e scienze umane – Desu) e la Fondazione Reggio Children – Centro Loris Malaguzzi Ets come partner industriale, con il supporto di istituzioni e realtà del territorio.

Le nuove dottoresse di ricerca sono Francesca D’Alessandris, Annalisa Liuzzi, Piera Maresca e Matilde Teggi. La commissione era composta dalla professoressa Carla Bagnoli dell’Università di Modena e Reggio Emilia (presidente); dalla professoressa Marta Pellegrini dell’Università di Cagliari; dal professore Filippo Gomez Paloma dell’Università di Cassino e del Lazio meridionale (membro esperto); da Cristian Fabbi, direttore della Fondazione Reggio Children.

Il programma di dottorato affonda le proprie radici nella filosofia e nell’esperienza educativa nata a Reggio e nella storia di città etica, che riconosce nell’infanzia non soltanto un’età della vita, ma una condizione permanente dell’umano. L’interdisciplinarietà e la natura residenziale del programma sono caratteristiche distintive del PhD: i dottorandi e le dottorande conoscono le realtà culturali e sociali della città, condividono spazi e attività nelle sedi di Unimore e di Fondazione Reggio Children e nel centro di ricerca all’ex mangimificio Caffarri. Il dottorato si propone di dar vita a una comunità di apprendimento che si arricchisce attraverso esperienze e relazioni.

Ad oggi sono 29 i dottori e le dottoresse in Phd Reggio Childhood Studies. I ricercatori e le ricercatrici provengono da Arabia Saudita, Brasile, Cina, Francia, Giappone, Iran, Kenya, Nuova Zelanda, Portogallo, Russia, Stati Uniti, Sudafrica. Molte università e istituzioni, italiane e internazionali, sono coinvolte nel collegio docenti e nella supervisione: le Università di Bologna, Cagliari e Verona, il Politecnico di Milano, la Ghent University (Belgio), l’Harvard University, il Massachusetts Institute of Technology – MIT, la University of Colorado Denver (Stati Uniti), la Teesside University (Regno Unito), la University of Amsterdam (Paesi Bassi), la University of Applied Sciences (Germania), la University of Pardubice (Repubblica Ceca), la Queen’s University e la Western University (Canada). Tra i partner istituzionali e industriali negli anni ci sono stati Associazione Circi, Comer Industries, Farmacie Comunali Riunite, Fondazione Manodori, the LEGO Foundation e Unindustria Reggio Emilia.

Francesca D’Alessandris ha trattato il tema “Atmosfere, emozioni, comunità: fondamenti filosofici per un’educazione estetica contemporanea”, relatrice la professoressa Annamaria Contini dell’Università di Modena e Reggio Emilia, correlatore il professor Massimiliano Tarozzi dell’Università di Bologna. La tesi sviluppa un quadro filosofico per l’educazione estetica contemporanea, esaminando tre componenti fondamentali dei contesti educativi e dei processi di apprendimento: le atmosfere, le emozioni e la costruzione di comunità, con particolare riferimento all’approccio reggiano, indagando come le esperienze e le pratiche estetiche funzionino come modalità di costruzione di significato e come processi formativi che alimentano l’autonomia, la vita comunitaria, l’apprendimento lungo tutta la vita.

Annalisa Liuzzi ha sviluppato una tesi su “La musica contemporanea di ricerca come risorsa formativa a partire dalla prima infanzia”, relatrice la professoressa Ingrid Pustijanac dell’Università di Pavia, correlatrice Carla Cuomo dell’Università di Bologna. Questa tesi transdisciplinare, che presenta casi studio, intreccia ricerca pedagogica e musicologica per evidenziare il potenziale formativo che la musica contemporanea di ricerca può offrire nei contesti educativi sin dalla prima infanzia. Emerge un insieme di linee guida teorico-pratiche per la progettazione di esperienze sonoro-musicali, aprendo sia allo sviluppo curricolare fin dalla prima infanzia sia a ulteriori applicazioni nella ricerca musicologica e artistico-musicale.

Piera Maresca si è occupata di povertà educativa con una tesi dal titolo “Non uno di meno: quando la corresponsabilità scuola-famiglia diventa strumento di lotta alla povertà educativa. Sguardi sulla scuola primaria, ispirati al Reggio Emilia Approach”, relatrice la professoressa Paola Dusi dell’Università di Verona. Il lavoro nasce dall’esperienza personale come insegnante e genitore, mossa da interrogativi sulla povertà educativa e sulle criticità della partecipazione delle famiglie alla vita scolastica. L’ipotesi centrale è che una corresponsabilità scuola-famiglia autentica, ispirata ai principi dell’approccio di Reggio Emilia, possa diventare uno strumento efficace per contrastare le disuguaglianze.

Matilde Teggi si è occupata invece di “Raccontare l’arte con tatto: albi illustrati e libri tattili illustrati come mediatori per l’educazione museale”, relatrice la professoressa Ilaria Filograsso dell’Università “Gabriele d’Annunzio” di Chieti-Pescara, correlatore James M. Bradburne dell’Accademia di Brera. La ricerca-azione indaga il ruolo dell’arte come risorsa per imparare a guardare e del museo come spazio educativo costruttivista. È stata condotta una sperimentazione, Parol&Immagini, attraverso la metodologia della ricerca-azione, co-progettata con i Musei Civici di Reggio, l’Istituto Garibaldi per i ciechi e il liceo reggiano Matilde di Canossa, nell’ambito della proposta di “Scuola In Museo”, con l’obiettivo di progettare dei libri tattili illustrati ispirati a opere d’arte del patrimonio museale.



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