Il Regno Unito ha revocato il permesso d’ingresso al rapper americano Ye (Kanye West), che in estate si sarebbe dovuto esibire al Wireless Festival di Londra.
Il cantante aveva presentato una richiesta – che in un primo momento era stata approvata – per ottenere l’Eta (l’Electronic travel authorisation, il visto obbligatorio per entrare nel territorio inglese): poi, in seguito a una revisione della decisione, avviata sulla scia delle polemiche per la sua annunciata presenza al festival, il via libera per il visto è stato revocato. La motivazione? La sua presenza nel Regno Unito “non sarebbe stata favorevole al bene pubblico”.
Sul diniego pesano, in particolare, le precedenti prese di posizione apertamente antisemite di Ye: il controverso artista statunitense, infatti, in diverse occasioni ha rilasciato dichiarazioni pubbliche di apprezzamento nei confronti di Adolf Hitler e dell’ideologia nazista. In un’intervista del dicembre 2022, per esempio, aveva detto: “I see good things about Hitler” (una sorta di “Hitler ha fatto anche cose buone” in salsa tedesca) e “I love Nazis” (ovvero: “Amo i nazisti”). Nel febbraio del 2025, sulla piattaforma X, aveva pubblicato un tweet che recitava così: “Im a nazi” (“Sono un nazista”). Nello store con il suo merchandising ufficiale, a un certo punto, sono spuntate magliette e felpe con il simbolo della svastica nazista sul petto; senza dimenticare la sua canzone “Heil Hitler”, considerata un vero e proprio inno al nazismo, che contiene al suo interno anche il campionamento di un discorso del dittatore tedesco.

È risultata vana la strategia di difesa degli organizzatori del Wireless Festival, che avevano chiesto di dare una “seconda chance” al rapper americano; caduta nel vuoto anche la disponibilità di Ye a incontrare esponenti della comunità ebraica britannica per scusarsi di persona.
A fine gennaio Kanye West aveva comprato un’intera pagina del quotidiano The Wall Street Journal per scusarsi: “Non sono un nazista né un antisemita […] amo gli ebrei”, aveva detto in quell’occasione. In una lettera intitolata “A coloro che ho ferito”, Ye attribuiva le frasi e i comportamenti antisemiti del passato al suo disturbo bipolare. Ma quel (tardivo) passo indietro non sembra essere bastato al Regno Unito, che ha bloccato l’ingresso del rapper sul suo territorio. Niente visto, niente concerto.
E a Reggio Emilia? Per il momento, tutto tace. Il concerto di Ye, in programma alla Rcf Arena il prossimo 18 luglio nell’ambito dell’esordiente Hellwatt Festival, è confermatissimo: dopo qualche polemica sorta nei giorni immediatamente successivi all’annuncio, ma ben presto smorzatasi, in queste settimane l’esibizione del rapper ha fatto più rumore per il pasticcio dei biglietti che per le posizioni antisemite del cantante.






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