Il 2025 si è concluso con una contrazione abbastanza evidente per le imprese dell’artigianato della provincia di Reggio Emilia, che hanno registrato un calo del 2,8% rispetto al 2024: la flessione ha ridotto lo stock provinciale di 483 unità, portando il numero complessivo di imprese attive a quota 16.563.
Confrontando questo risultato con l’andamento medio della zona vasta (che include anche le province di Parma e Piacenza), si nota come quest’ultima abbia accusato una flessione complessivamente più marcata, pari al 3,2%, con una perdita di 1.149 realtà imprenditoriali artigiane in un anno; allo stesso tempo, tuttavia, il dato reggiano è peggiore di quello regionale (-2,3%) ed è esattamente doppio – in negativo – rispetto a quello nazionale, dove la diminuzione si è fermata a -1,4%.
Nonostante il calo registrato nel 2025, l’artigianato mantiene comunque un peso specifico notevole sul tessuto produttivo reggiano, con un’incidenza del 35,4% sul totale delle imprese: un valore che è superiore alla media della zona vasta, che si attesta invece al 31,6%.
Le indagini condotte dall’Ufficio studi e statistica della Camera di commercio dell’Emilia sui dati di Infocamere evidenziano per la provincia di Reggio una struttura settoriale caratterizzata da una predominanza assoluta del comparto delle costruzioni: con 7.906 unità attive, infatti, l’edilizia rappresenta da sola il 47,7% dell’intero panorama artigiano provinciale. Seguono, con distacchi significativi, il settore manifatturiero (3.541 imprese, incidenza del 21,4%), i servizi alla persona (2.408 aziende, 14,5%) e i servizi alle imprese (1.985 realtà attive, 12%).
Per quanto riguarda la natura giuridica, la ditta individuale si conferma anche nel 2025 come la forma più diffusa (nonostante un calo annuale del 3,2%) tra le imprese artigiane reggiane, coprendo il 72,9% del mercato, con 12.081 aziende attive totali. Le società di persone hanno accusato una flessione più accentuata (-4,6%), scendendo a quota 2.344 realtà (incidenza del 14,2% sul totale); in crescita, invece, le società di capitale (+1,9%), che salgono a 2.053 unità, con un’incidenza che ora è del 12,4%.
L’imprenditoria straniera è il motore dell’artigianato reggiano: lo scorso anno quasi un’impresa artigiana su tre (il 30,1%) era di proprietà non italiana, per un totale di 4.983 aziende; una percentuale quasi doppia rispetto all’incidenza media delle imprese straniere di qualsiasi tipo sul totale delle aziende attive nel Reggiano (17,6%).
Le imprese artigiane femminili ammontano a 2.335 unità attive, pari al 14,1% del comparto; le realtà giovanili si attestano invece a quota 1.723, rappresentando il 10,4% delle attività artigiane complessive.







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