In vista dell’ormai imminente referendum sulla riforma costituzionale della giustizia, in programma domenica 22 e lunedì 23 marzo, il Partito Democratico di Reggio Emilia ha deciso di venire incontro alle centinaia di persone fuorisede che vivono, studiano e/o lavorano nel Reggiano pur avendo ancora la residenza nelle rispettive città di origine o di provenienza.
Nonostante le ripetute richieste e le battaglie parlamentari sull’argomento, infatti, per questa tornata referendaria il governo non ha previsto – come era stato invece garantito in altre precedenti occasioni – la possibilità del voto a distanza per le persone fuorisede, “costringendo di fatto migliaia di cittadini”, denuncia il Pd, “a lunghi e costosi spostamenti per esercitare un diritto costituzionale”.
Per ovviare a questo ostacolo, il Partito Democratico reggiano ha rotto gli indugi mettendo a disposizione la sua organizzazione territoriale. Esiste infatti una possibilità – del tutto legale – per votare comunque nel comune in cui ci si trova a vivere, pur senza averne la residenza: registrarsi come rappresentanti di lista di un partito politico.
“Non accettiamo che la partecipazione democratica sia ostacolata dalla burocrazia o dall’inerzia del governo”, spiega la segretaria dei Giovani Democratici reggiani Laura Arduini: “A tutti i fuorisede che studiano o lavorano a Reggio diciamo: non rinunciate al vostro voto. Diventando rappresentanti di lista per il Pd potrete votare comodamente nei seggi della nostra città”.
Per facilitare l’accesso a questa opportunità, la federazione provinciale del Pd ha attivato un sistema di registrazione semplificato: una volta compilato il modulo, le persone che ne faranno richiesta saranno ricontattate per i dettagli tecnici e l’assegnazione del seggio.
Per il segretario provinciale del Pd di Reggio Massimo Gazza “è inaccettabile che nel 2026 migliaia di giovani lavoratori e studenti universitari siano ancora messi nella condizione di dover rinunciare al proprio voto per ragioni logistiche o economiche. Grazie alla mobilitazione e alla sensibilità dei Giovani Democratici, che hanno sollevato con forza questa emergenza democratica, ci siamo attivati immediatamente come federazione provinciale. Il nostro impegno è colmare un vuoto lasciato da un governo sordo alle esigenze delle nuove generazioni: mettiamo a disposizione la nostra struttura affinché ogni cittadino domiciliato a Reggio possa esercitare un diritto che la Costituzione definisce sacro e inviolabile”.






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È così, siamo in balia di 300 persone, poco meno o poco più che si fan forte della debolezza, per non dir oltre
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Mario deve capire che questi signori saranno messi in condizione di tornare a fare il loro mestiere solo dopo che il ns rigidissimo e temibilissimo […]
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