Il tribunale di Reggio Emilia, su richiesta della Procura, ha disposto il divieto di dimora nel territorio comunale e provinciale di Reggio per un uomo reggiano di 63 anni: già denunciato per maltrattamenti in famiglia continuati (nei confronti della moglie) e aggravati (per essere stati commessi anche davanti alla figlia minorenne), all’uomo era stato imposto anche il divieto di avvicinamento alla moglie e alla figlia – con l’obbligo di mantenere una distanza di almeno mille metri da loro e dai luoghi da loro abitualmente frequentati – e il divieto di comunicazione.
Stando alla denuncia della vittima, e a quanto emerso dalle indagini, in oltre quarant’anni di matrimonio la donna sarebbe stata costretta a subire dal marito insulti, minacce di morte e aggressioni fisiche, oltre alla dilapidazione del patrimonio familiare a causa della dipendenza dell’uomo da alcol, sostanze stupefacenti e gioco d’azzardo.
Nonostante il divieto di avvicinamento e di comunicazione e il braccialetto elettronico, però, a distanza di circa un anno dai provvedimenti cautelari in questione il bilancio non è risultato positivo. Il sessantatreenne, infatti, ha violato più volte le prescrizioni alle quali era sottoposto: ha avvicinato la moglie sotto casa; ha cercato di contattarla con decine di telefonate (fino a trenta in un solo giorno), tanto che la donna si è vista costretta a bloccare il numero del marito; si è anche presentato sul posto di lavoro della moglie per parlare con lei, cercando inoltre di impedirle di allontanarsi in auto.
Tutte violazioni che sono state segnalate dai carabinieri di corso Cairoli alla Procura reggiana, che a quel punto ha chiesto e ottenuto l’aggravamento delle misure cautelari a carico dell’uomo: al sessantatreenne è stato vietato di dimorare nel territorio del comune e della provincia di Reggio.






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