Il Consiglio dei ministri ha fissato le date per le elezioni amministrative del 2026: si voterà domenica 24 e lunedì 25 maggio, con eventuale ballottaggio (nei Comuni per i quali è previsto) il 7 e l’8 giugno.
Sono 626 i Comuni italiani chiamati a scegliere il sindaco e a rinnovare la composizione del consiglio comunale per i prossimi cinque anni. In questa tornata elettorale l’Emilia-Romagna sarà abbastanza marginale rispetto allo scenario nazionale: non andrà alle urne, infatti, nessun Comune capoluogo di provincia, ma sono comunque quattordici i Comuni coinvolti su tutto il territorio regionale.
Cinque di questi – Imola (Bologna), Faenza e Cervia (Ravenna), Comacchio (Ferrara) e Vignola (Modena) – hanno una popolazione superiore ai 15.000 abitanti: secondo la legge elettorale, dunque, se al primo turno nessuno dei candidati dovesse ottenere il 50% + uno dei voti validi si andrebbe al ballottaggio tra i due candidati risultati più votati.
Gli altri nove Comuni emiliano-romagnoli al voto, invece, hanno una popolazione inferiore ai 15.000 abitanti. In questi casi non è previsto alcun ballottaggio: chi otterrà più voti al primo turno sarà eletto sindaco indipendentemente dalla percentuale raggiunta. Si trovano in questa casistica i Comuni di Canossa e Luzzara (Reggio Emilia), Ferriere e Pontenure (Piacenza), Palanzano e Pellegrino Parmense (Parma), Montese (Modena), Bondeno (Ferrara) e Verghereto (Forlì-Cesena).






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