Neonati sepolti in giardino, la psicoterapeuta: “Chiara ha un disturbo di personalità”

Chiara Petrolini al processo – YTR

Chiara Petrolini, la ragazza di 22 anni finita a processo con l’accusa di duplice omicidio aggravato (dalla premeditazione e dalla discendenza) e soppressione di cadaveri dopo il ritrovamento dei resti di due neonati – i suoi figli appena partoriti – sepolti nel giardino della casa dei genitori a Vignale di Traversetolo, in provincia di Parma, “ha una sensibilità alla critica e al giudizio di origine traumatica ed è lì il motore del senso di vergogna che va in profondità”.

Parola di Francesca Stefani, la psicoterapeuta che ha in cura la giovane dal settembre del 2024, che ha testimoniato nel processo attualmente in corso presso la Corte d’assise di Parma. Per la psicoterapeuta “ci sono stati dissociativi: Chiara Petrolini continua a fare la baby sitter e studia, ma un’altra parte emotiva contiene terrore e paura. Ha subìto traumi relazionali precoci, altamente impattanti, all’età di 5 o 6 anni la nonna le diceva di fare o non fare determinate cose: ‘Devi dire, non devi dire, devi piangere, non devi piangere’, un contesto estremamente rigido”. Quando la psicologa ha citato la nonna, la giovane, presente in aula, si è commossa.

“Chiara è molto partecipe, e si è affidata al progetto di cura”, ha aggiunto la specialista che segue la giovane imputata: “Credo che abbia una personalità molto complessa, una fragilità emotiva; c’è un disturbo di personalità che a mio avviso ha caratteristiche miste, di tipo ossessivo, depressivo e dissociativo. C’è una compromissione nell’area affettiva. È una persona che non mi sapeva descrivere le sue emozioni dal punto di vista cognitivo, i suoi desideri”.



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