Non solo per la sostanza, ma anche per la forma. “Sono molto delusa per l’esito”: si sfoga così Angelica Bottazzi, componente del consiglio di amministrazione della Fondazione Ente Veneri e promotrice – insieme a Bice Bartolai – della mozione di iniziativa popolare “Per la nostra scuola. Per il ripristino della legalità, trasparenza e partecipazione nella gestione della Fondazione Ente Veneri”, che è stata discussa – e poi bocciata – nella seduta di lunedì 15 dicembre dal consiglio comunale di Reggio. A votare contro è stata l’intera maggioranza: Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, lista Marco Massari sindaco ed Europa Verde-Possibile.
Ad amareggiare Bottazzi non è stato solo l’esito della votazione, ma anche la decisione del consiglio comunale di discutere la mozione a porte chiuse, facendo uscire cittadini e telecamere dalla Sala del Tricolore e “oscurando” la consueta diretta streaming della seduta consiliare.
“La nostra mozione, sottoscritta da centinaia di cittadini, puntava a fare luce sulla presunta mala gestione della Fondazione Ente Veneri”, ha ricordato Bottazzi: “Nonostante le numerose domande poste”, l’assessora Mahmoud “ha evitato di rispondere, spostando invece il dibattito sul servizio offerto dalla scuola d’infanzia, che non era oggetto di contestazione. Non solo. È stato anche secretato il consiglio, in barba alla trasparenza. Un atteggiamento inaccettabile, e colpevole: ora abbiamo capito che la maggioranza difende l’illegalità. E per difenderla ha secretato la seduta”.
Per Bottazzi la questione al centro dalla mozione “non solo non ha avuto alcuna risposta, ma alla fine è stata respinta dalla maggioranza: ma sappia il Comune che noi non ci arrenderemo. Il Pd ha di fatto votato contro un principio generale, quello della trasparenza che dovrebbe permeare tutte le istituzioni. Un voto che dice chiaramente che il consiglio comunale non è garante di legalità e neppure del principio di partecipazione, avendo secretato la seduta; e che ritiene più importante tutelare un tesserato Pd che il patrimonio e il futuro di una storica fondazione che sul territorio di Fogliano è da 75 anni l’unico presidio per la fascia 3-6 anni. Posizione giustificabile solo se il presidente si fosse limitato a eseguire gli indirizzi di chi per due volte l’ha nominato: Luca Vecchi”.
Il dibattito in consiglio comunale, per Bottazzi, “ha evidenziato un ‘modus operandi‘ simile a quello adottato nel consiglio di amministrazione della Fondazione e della società a responsabilità limitata, sollevando interrogativi sulla trasparenza istituzionale. Chi ha insegnato a chi? Perché la trasparenza fa paura alla maggioranza del consiglio comunale? Farsi ‘bravi’ con i soldi degli ‘altri’ è furbizia o illegalità? Come diceva la Thatcher, i comunisti finiscono quando finiscono i soldi degli altri”, ha commentato ironicamente Bottazzi, citando la celebre frase dell’ex premier britannica.
Nonostante la delusione, le promotrici della mozione hanno evidenziato almeno un aspetto positivo: “Rimane comunque la soddisfazione per la nomina dei due nuovi consiglieri della Fondazione, che apporteranno la loro esperienza e competenza professionali nel nuovo consiglio di amministrazione”. “Questa vicenda – hanno concluso Angelica Bottazzi e Bice Bartolai – ci ha insegnato un principio indelebile: lo statuto di una fondazione non si interpreta, mai, ma si rispetta, sempre. Sappia il Comune che non ci fermeremo, e non ci arrenderemo”.






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