Nel weekend imperdibili gli appuntamenti al Palazzo dei Musei con la mostra, aperta al pubblico fino al 7 gennaio 2024, dedicata a Cesare Zavattini: “Parliamo ancora di me. Zavattini tra parola e immagine” a cura di Alberto Ferraboschi e Alessandro Gazzotti. Il percorso espositivo intende illustrare la sostanziale organicità e coerenza dell’opera zavattiniana nell’impegno per una riflessione sulla propria autorappresentazione e la sua trasfigurazione nel campo della scrittura e della pittura. La mostra è ad ingresso gratuito negli orari di apertura del museo: giovedì 28 dicembre: 10-13 / 15-18; venerdì 29, sabato 30, domenica 31 dicembre: 10-18; lunedì 1 gennaio: chiuso.
(Le visite guidate sono previste ogni sabato alle 15. Costo forfettario € 35.00, massimo 7 partecipanti. Prenotazione consigliata, 0522 456816(in orario di apertura del Palazzo dei Musei).

Sono gratuite e osservano gli stessi orari di apertura anche le mostre “Un piede nell’Eden. Luigi Ghirri e altri sguardi. Giardini in Europa e l’Architettura degli Alberi” a cura di Ilaria Campioli, e “Giulio Bizzarri. Arte divertissement pubblicità” a cura di Alessandro Gazzotti e Ernesto Tuliozi, entrambe visitabili negli stessi orari. La prima propone un’ampia riflessione sull’elemento naturale mettendo in dialogo tre esperienze che si svolgono all’incirca negli stessi anni e in cui fotografia, disegno e grafica fungono da dispositivi privilegiati nel ricollocare la natura all’interno del nostro orizzonte percettivo nel quale, spesso, occupa un ruolo secondario, di sfondo.
Con la seconda mostra, invece, i Musei Civici di Reggio Emilia celebrano uno dei più importanti intellettuali reggiani, Giulio Bizzarri, per ricostruire la figura complessa e poliedrica di questo inesauribile creativo, cofondatore dell’Università del Progetto, che, attraverso le sue geniali intuizioni e sapendo circondarsi di collaboratori illuminati, ha contribuito, tra le altre cose, a definire l’identità e l’immaginario della nostra città e del suo territorio.







Ultimi commenti
Abitando a Reggio Emilia , o come la chiamo io Peggio Emilia, condivido pienamente quanto scritto da Alberto Guarnieri. Complimenti anche per la prosa
Speriamo!
Non la conosco, ma quanto snobismo nelle sue parole... da vero provinciale. E insultare i morti, beh... Siamo provinciali, è vero, ma non fingiamo di […]
Dopo l' omaggio ad una certa albanese, il nostro vessillo finisce leggermente svalutato
ma come mai in tutte le foto i bambini sono caucasici ? Non e' neanche lontanamente la fotografia "reale" di Reggio e dell'Italia di oggi..... quando accompagno