E’ il giorno della seconda prova scritta per i 536.008 studenti coinvolti nell’esame di maturità – sono 521.015 candidati interni e 14.993 esterni.
Si inizia alle 08.30, in contemporanea in tutti gli istituti e con tracce elaborate dal Ministero (lo scorso anno le avevano preparate le singole commissioni) che variano a seconda dell’indirizzo e delle materie: al liceo Classico dunque la versione di latino, allo Scientifico l’esame di matematica, al liceo Linguistico la prova sulla prima lingua e cultura straniera.
Poi, dalla prossima settimana, inizieranno gli orali.
Per gli studenti che quest’anno affrontano la Maturità nei comuni delle aree alluvionate dell’Emilia-Romagna, le prove d’esame sono sostituite da un colloquio interdisciplinare.
E’ un brano di Seneca che si rivolge all’amico Lucilio – tratto dalle Lettere Morali, una raccolta di 124 lettere suddivise in 20 libri, scritte dall’autore negli ultimi mesi di vita – quello scelto dal ministero dell’Istruzione per la seconda prova scritta di latino al liceo classico.
Agli studenti viene chiesto di tradurre il testo, di comprenderlo e interpretarlo, di fare un’analisi linguistica e stilistica e infine di concludere con un approfondimento e delle riflessioni personali.
“Chi è saggio non segue il volgo” è la versione proposta che esprime il concetto secondo cui il favore della folla non porta felicità ma rovina.
Seneca non veniva proposto dal 2017 e sale al primo posto della ”classifica” degli autori più proposti alla Maturità dal dopoguerra a oggi: con 16 ”apparizioni” eguaglia infatti Cicerone, assente dal 2009. Nell’ultimo esame di Stato pre-pandemia era stato infatti proposto un brano di Tacito.
La soluzione di due problemi attraverso lo studio delle funzioni è stato proposto al liceo Scientifico. Si tratta di problemi dall’approccio classico, senza riferimenti a casi reali, come invece accadde nel 2017 con la ormai celebre “ruota quadrata”, secondo quanto segnala il sito Skuola.net.






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